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Fernet Branca, orgoglio milanese. Visita guidata al Museo d’Impresa

Fernet Branca, orgoglio milanese. Visita guidata al Museo d’Impresa

Ma voi lo sapevate che il Fernet Branca nasceva 170 anni fa come medicina contro il colera? Scusate l’ignoranza in materia ma per me è stata una grande scoperta così come lo è stata la visita a quell’interessante mondo che oggi costituisce il Museo d’Impresa delle Distillerie Fratelli Branca con sede in Via Resegone 2, a Milano.

Anticolerico

Un luogo affascinante, nato per iniziativa della famiglia Branca stessa che ha voluto raccogliere e conservare 170 anni di storia, raccontando ai visitatori tutti i segreti della propria azienda, o meglio, tutti tranne uno perché il segreto di produzione del Fernet Branca continua a rimanere un mistero gelosamente custodito!

Tutto cominciava nel 1845 quando il fu fondatore Bernardino Branca, di professione speziale, inventò un preparato a base di spezie che potesse curare le due malattie più diffuse dell’epoca: il colera e la malaria. L’intruglio d’alchimista, non si sa come, ma servì esattamente allo scopo, la voce si diffuse, la richiesta cominciò ad aumentare e fu così che nel 1850 Bernardino Branca decise di fondare il primo stabilimento per la produzione del Fernet, intitolato ai suoi figli, i Fratelli Branca.

Fernet Branca Logo

Per lungo tempo si è creduto che il nome Fernet derivasse dal dialetto milanese fer-net (“ferro pulito”) ad indicare il mestolo di ferro utilizzato per mescolare gli ingredienti dell’intruglio; questo fino a che non sono riapparsi dei documenti con la firma del dottor Fernet, forse di origine svedese, con cui Bernardino Branca collaborò alla messa a punto del primo composto contro il colera.

L’azienda cambiò di casa nel 1910, passò da Viale di Porta Nuova a Via Resegone, si espanse fino a raggiungere i 900 operai e diventò un punto di riferimento del Made in Italy nonché unica sede europea e degno orgoglio milanese. L’altra sede dell’impresa si trova oggi a Buenos Aires, in Argentina, il paese dove la bevanda alcolica ha avuto forse il maggior successo, arrivando a superare la produzione italiana e non di poco! 20 milioni di bottiglie contro i 50 milioni che escono ogni anno dallo stabilimento d’oltre oceano dove il Fernet Branca viene maggiormente apprezzato se mescolato con la Coca Cola a modi Cuba Libre.

Da noi, in Italia, ancora oggi si rimane legati all’idea del Fernet Branca come bevanda digestiva; eppure, come insegna Marco Ponzano – il curatore della Collezione Branca che guida le visite al Museo – il Fernet andrebbe meglio diluito e consumato come aperitivo, prima dei pasti, per preparare il corpo alla digestione, sfruttando quindi al meglio le proprietà degli ingredienti che lo compongono.

Fernet Branca

27 in totale, tra erbe, spezie e radici, ognuna con la sua proprietà curativa che viene stimolata e accentuata dalla presenza dell’alcool. 27 ingredienti e tutti ben noti – tra questi l’aloe ferox, la china, la mirra, lo zafferano – ma quelle che rimangono sconosciute sono le modalità di miscela e produzione. Ancora oggi un membro della famiglia svolge l’operazione di miscela di 5 di queste spezie da solo e a porte chiuse, un dettaglio affascinante che copre l’azienda con un alone surreale, come in una vecchia favola sospesa nel tempo.

Spezie Branca

Ritratti di famiglia, manifesti pubblicitari, vecchie stampe, macchinari e oggetti appartenuti alla famiglia vi accompagneranno in questo viaggio indietro nel tempo, nella storia di una vecchia Milano che fa tesoro dell’esperienza passata e, a piccoli passi, si proietta nel futuro. Non a caso il motto aziendale consiste nell’espressione “innovare serbando”, una filosofia che trova perfetta espressione all’interno del museo dove l’innovazione tecnologica, per scelta, non ha ancora fatto il suo ingresso.

Fernet Branca

L’azienda Branca, nel corso degli anni, oltre alla concessione da parte del Comune dell’omonima Torre situata all’interno di Parco Sempione, ha acquisito nuovi marchi da inserire nel suo portfolio: tra questi il rinomato Caffè Borghetti, il liquore di vero caffè espresso ottenuto dall’antica ricetta tramandata dal 1860 da Ugo Borghetti. All’interno della fabbrica si possono vedere i processi di produzione di questa bevanda attraverso le cosiddette caffettiere industriali.

La visita prosegue poi nelle cantine dello stabilimento dove il Fernet Branca riposa indisturbato in botti di rovere per un anno intero. Ce ne sono ben 800, oggi “custodite” dai lupi della Cracking Art che si trovano sparsi per tutto l’edificio a donare un po’ di colore all’ambiente, insieme a rane e lumache degli stessi artisti. Qui si trova anche la Botte Madre, la più grande d’Europa, custode del Brandy Stravecchio e che dal 1910 non viene mai svuotata per intero, lasciando sempre un terzo del contenuto che viene poi rabboccato con quello nuovo.

Botte Madre Brandy Stravecchio

Insomma, nonostante oggi il primato della produzione vada all’Argentina, la vera storia rimane a Milano e da qui non si muove! Andate a visitare lo stabilimento e non ve ne pentirete! La collezione è aperta solo per visite guidate su appuntamento, il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10.00 e alle 15.00. Altrimenti potete far riferimento al sito di Milanoguida che propone un calendario extra di visite a pagamento.

Fernet Branca

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About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.

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