Home » ASIA » La chiamavano Serendib: suggerimenti per la visita di Sigiriya

La chiamavano Serendib: suggerimenti per la visita di Sigiriya

La chiamavano Serendib: suggerimenti per la visita di Sigiriya

Mancano ormai poche ore alla fine del mio viaggio in Sri Lanka e come sempre ne tiro le somme: il tempo sembra non essere mai abbastanza…quante cose potrei ancora vedere, quanti luoghi visitare, quanti ancora i sorrisi che potrei incrociare…

Una goccia nell’oceano, la lacrima dell’India, Lanka, un’isola forse più piccola di altre ma con un tale concentrato di attrattive che non basterebbero sei mesi per poterla esplorare da cima a fondo. Esperti di arte templare e di architettura coloniale, botanici, biologi, naturalisti, amanti dell’ozio, della vita da spiaggia, del surf o delle immersioni,  volonterosi escursionisti o ciclisti nonché aspiranti medici ayurvedici, qui davvero ce n’è per tutti!

I romani la conoscevano con il nome di Taprobane, i mercanti musulmani la chiamavano Serendib, “l’isola dei gioielli” e gli inglesi Ceylon ma da sempre l’isola è nota ai singalesi come Lanka, semplicemente “isola”, oggi un melting pot di culture che si sono sommate nei secoli, scontrandosi certamente, ma inconsapevolmente fondendosi l’una nell’altra dando vita ad un connubio armonioso di tradizioni e credenze che finalmente sembrano poter convivere.

Io personalmente ho fatto quel che ho potuto e, con la dovuta calma, in un mese di tempo sono forse riuscita a coprire appena un quarto di questa terra spettacolare rimasta esclusa per lungo tempo dai principali itinerari turistici. Mi sento quindi di poter condividere con voi qualche opinione, di potervi dare qualche consiglio ma non lasciate che questi condizionino il vostro cammino, qualora anche voi decidiate di intraprenderlo. Tracciate il vostro sentiero, permettete che siano i vostri occhi a giudicare e le vostre emozioni a parlare…

Sigiriya

Avete mai sentito nominare la roccia di Sigiriya? La Machu Picchu d’oriente, una formazione rocciosa alta 370 metri con affreschi che ne decorano le pareti a strapiombo e antiche rovine sulla sommità. Un luogo imperdibile – troverete scritto in qualunque guida di viaggio – Patrimonio dell’Umanità dal 1982, un complesso affascinante che potrebbe soddisfare gli interessi di chiunque la visiti, appassionati di storia, amanti dell’arte o turisti occasionali. Eppure incontrerete decine di persone pronte a sostenere che il sito sia deludente, poco entusiasmante, persone forse sature delle troppe meraviglie del mondo che non sanno più apprezzarne l’unicità.

Affreschi a Sigiriya Affreschi a Sigiriya Affreschi a Sigiriya

Una massa rocciosa costituita da un accumulo di magma indurito – fuoriuscito da un vulcano scomparso ormai da tempo – spunta maestosa dall’immensa distesa verde che ricopre l’intera regione, ricca di foreste lussureggianti: Sigiriya, “la rocca del leone”, fu molto probabilmente la sede di un complesso monastico, di un luogo destinato alla meditazione nonostante ci sia ancora chi preferisca credere che si trattasse invece di una residenza inespugnabile fatta erigere durante il regno di Kassapa (477-495 d.c.).

Sigiriya

La rocca del leone - Sigiriya La rocca del leone - Sigiriya

Un luogo estremamente suggestivo soprattutto se visto da lontano. Il posto migliore per iniziare la vostra visita non è quindi la roccia stessa bensì la poco frequentata, se non addirittura sconosciuta Pidurangala Rock, situata a pochissima distanza dalla prima. Per raggiungerla vi basterà una breve camminata che dall’ingresso principale di Sigiriya vi porterà a costeggiare il fossato esterno a sinistra. Seguite quindi le indicazioni. Accedete dal piccolo monastero alla base e, pagate le 300 rupie (cifra irrisoria rispetto ai 30 $ del sito più famoso), inerpicatevi seguendo il tracciato costituito in buona parte da scalini. Evitate le infradito perché l’ultima parte del percorso vi vedrà arrampicarvi tra le rocce sconnesse e, in caso di mal tempo, scivolose.

Pidurangala Rock

Raggiunta la cima vi sorprenderà una vista spettacolare che sarete solo voi e pochi altri ad ammirare. Prendetevi tutto il tempo che vi serve per contemplare il paesaggio perché Sigiriya è meglio visitarla nel tardo pomeriggio.  Arrivando al mattino infatti, trovereste una luce poco favorevole alle foto e la maggior parte dell’ascesa la fareste al sole.

Sigiriya vista da Pidurangala

Cosa ne dite? Un’altra delusione o l’ennesima meraviglia del mondo? A voi la parola…

Tags :
Previous post link
Next post link

About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.

1 Comments

Lascia un Commento

Your email address will not be published.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Scroll To Top