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Quetzaltrekkers: camminare per una buona causa

Quetzaltrekkers: camminare per una buona causa

Ok, prima di cominciare sarà forse meglio chiarire un concetto: potete anche passare due ore a cercare di individuare la parola “Xela” su una mappa geografica del Guatemala ma è quasi sicuro che non la troverete. Xela non è nient’altro che l’abbreviazione di Quetzaltenango ed è a questo nome che dovrete fare riferimento quando ne sentirete parlare.

La prima volta che di sfuggita sentii discutere due persone riguardo a un trekking di sei giorni che partiva da Xela non avevo neanche idea di come fosse scritto il nome. Ascoltandone la pronuncia mi sembrava dicessero qualcosa come “Shella” ma mai avrei pensato che si scrivesse con la X. In quell’occasione purtroppo non trovai il tempo di approfondire l’argomento, stavo facendo un altro trekking di cinque giorni fino alle rovine di El Mirador e allora mi affidai alla sorte, sperando che alla fine avrei scoperto di cosa si trattasse.

Vi giuro che al mio ritorno dalla selva spesi due giorni cercando di capire a quale cavolo di posto si stessero riferendo ma non ne venivo a capo; ormai avevo passato in rassegna ogni singolo paese segnato sulla mappa e niente, quel posto non esisteva o forse si trattava di un paese talmente piccolo da non venire nemmeno menzionato.

Arrivò un bel giorno in cui però vidi un autobus che sul davanti recava scritto quel nome e, sentendo l’omino che urlava “Shella” per attirare i passanti, ebbi un’intuizione. Digitai la parola Xela su internet ed ecco che finalmente fu svelato il mistero: Xela = Quetzaltenango. Benedetta tecnologia!

Da lì a capire di quale trekking stessero parlando quelle due persone il passo fu breve: provate a inserire “Trekking Xela” sul motore di ricerca ed ecco che la prima pagina ad aprirsi sarà proprio quella dei Quetzaltrekkers. Ma vieeeeni! :-)

Sulla loro pagina trovate scritto “Hike and Help” (“cammina e aiuta”). Si tratta infatti dell’unica associazione senza scopo di lucro in tutto il Guatemala che utilizza gli introiti guadagnati dai trekking per reinvestirli in progetti d’aiuto rivolti ai bambini di strada.

L’associazione nacque nel 1995 fondata da un guatemalteco e da oltre vent’anni contribuisce all’educazione di questi bambini prevenendo quindi lo sfruttamento del lavoro minorile. Oggi, insieme alle sue sorelle Quetzaltrekkers Nicaragua (con base a Leon) e Condortrekkers Bolivia (con base a Sucre), costituisce l’unica realtà di questo tipo completamente gestita da volontari.

Ho trovato che in Guatemala la parola “volontario” viene spesso abusata: volontario è chi per non pagarsi il soggiorno dà una mano lavorando negli ostelli oppure volontario è chi per non annoiarsi o sentirsi utile passa il suo tempo lavorando nei bar o nei ristoranti delle località turistiche. Nel caso dei Quetzaltrekkers la parola volontario torna ad acquisire il proprio significato originale trattandosi di persone – le guide dei trekking – che dedicano il loro tempo – e credetemi si fanno un gran culo – per apportare un beneficio alla comunità locale. Gli altri li definirei più che altro “fancazzisti”.

Con Quetzaltrekkers potete scegliere escursioni in giornata ma anche tour di due, tre e fino a sei giorni, il tutto per prezzi decisamente ragionevoli. Io – forse non avevate dubbi – ho scelto quello più lungo: non c’è come allontanarsi per più giorni dalle grandi città per scoprire davvero di che pasta sia fatto un paese, come vive la gente delle comunità rurali, lontano da ogni mezzo di comunicazione, immersi nella natura più selvaggia e incontaminata.

Quetzaltrekkers

Scuola all’aperto @ Chuatuj – giorno 3

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Nei pressi di Chortis – giorno 3

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Chiesa in mezzo al nulla nei pressi di Chortis – giorno 3

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Villaggio senza nome – giorno 4

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Don Jeronimo vestito con gli abiti tradizionali di Todos Santos

Il trekking vero e proprio prevede solo quattro giorni di cammino e due di trasferimento da Xela a Nebaj e da Todos Santos a Xela, entrambi paesi vivaci e ricchi di tradizioni (soprattutto Todos Santos). Non si tratta propriamente di una passeggiata ma di uno sforzo che ne varrà decisamente la pena: ogni fatica vi sarà ricompensata ampiamente e ogni giorno vi regalerà una grande esperienza da portarvi nel cuore.

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Un magico tramonto visto dal pueblo di Paujil País – Giorno 3

Quello che vi aspetta saranno notti a dormire per terra imbacuccati nel sacco a pelo per proteggervi dal freddo, sveglie alle 3 di notte e salite stremanti, fatica, tanta fatica ma anche e soprattutto splendidi paesaggi completamente diversi luno dall’altro, albe da urlo, pranzi al sacco immersi nella natura, cene in famiglia e temascal, insomma, tutto quello di buono e di meno buono che trasformerà la vostra esperienza in qualcosa di indimenticabile.

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Sopra le nuvole sull’altipiano – giorno 3

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Attraverso la foresta di ginepri – giorno 3

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Río Pericón – giorno 4

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Cerro La Torre @ 3.837 metri – giorno 5

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Pausa pranzo con vista – giorno 5

Non starò qui a raccontarvi di ciò che incontrerete lungo il percorso, dalle foto già ve ne potete fare una bella idea ma lasciate che vi dia un consiglio: non perdete troppo tempo a riflettere sul se, ma, forse questa cosa non fa per me. Nessuno di noi era particolarmente allenato, fatelo e basta. Prenotate il trekking e obbligatevi a partire: una volta in cammino non potrete fare altro che andare avanti ed è l’unico modo che avete per costringere sia il vostro corpo che la vostra mente a superare i propri limiti. Ne uscirete immensamente soddisfatti!

Tenete conto di dovervi portare uno zaino grande con tutto il necessario per dormire, ovvero sacco a pelo e materassino, più una scorta di cibo che copra pranzi e colazioni (che vi verrà fornita direttamente da Quetzaltrekkers e divisa tra tutti i partecipanti). Preparate l’equipaggiamento per il freddo perché le temperature di notte scendono fino a toccare quasi lo zero e perché durante il trekking raggiungerete i circa 3.900 metri d’altezza. Se avete con voi un sacco a pelo caldo e un materassino gonfiabile tanto meglio, altrimenti potrete prendere in prestito l’attrezzatura dall’associazione.

Tutti i dettagli riguardo ai trekking li trovate alla pagina www.quetzaltrekkers.com, incluso come fare a diventare una guida volontaria nel caso vi interessasse. “Hike and Help”: io l’ho fatto. A voi la scelta!

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About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.

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