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Ramadan Mubarak! Info utili per i viaggiatori che si recano in un paese musulmano

Ramadan Mubarak! Info utili per i viaggiatori che si recano in un paese musulmano

“Signore, la mia vita e la mia morte dipendono dalla tua volontà. Accetta il disagio che ho sopportato durante questa giornata quale testimonianza della mia sottomissione a te e della mia riconoscenza”.

E’ questa la preghiera che il musulmano praticante pronuncia ogni sera prima di interrompere la giornata di digiuno. Siamo nel mese del Ramadhan, che avrà inizio con l’apparire del primissimo falcetto di Luna Nuova. I dettami del Corano stabiliscono che per dichiarare iniziato il mese ci debbano essere testimoni oculari affidabili, quali astronomi o religiosi che abbiano conoscenza di astronomia, che dichiarino pubblicamente di averne visto la prima traccia di luce.

Il periodo ha una durata di 29 o 30 giorni in corrispondenza del nono mese dell’anno lunare secondo il calendario musulmano.  La parola, in arabo, significa “mese caldo”, il che fa ritenere che un tempo (quando i mesi erano ancora legati al ciclo solare) esso fosse un mese estivo. Il digiuno dura dalle prime ore dell’alba fino al tramonto e in genere va fatto precedere da un pasto leggero prima dell’aurora, detto sahur, che dia la forza di affrontare la giornata. Il digiuno consiste non soltanto nell’astensione da ogni cibo o bevanda ma anche da qualsiasi contatto sessuale e da ogni altro cattivo pensiero o azione. E’ dunque vietato fumare, litigare, mentire o calunniare.

Si tratta di un mese di purificazione da tutto ciò che di materiale esiste nel mondo corrotto. Un modo per il fedele di imparare a tenere sotto controllo i suoi desideri fisici per superare la sua natura umana e ricongiungersi a quella divina. Il digiuno è stabilito dal Corano al versetto 183, sura II, dove si legge: “O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che voi possiate divenire timorati di Dio”.

Dall’obbligo sono esonerate le persone in età avanzata, i malati, le donne incinte e le donne che allattano, le persone in viaggio se sono partite prima dell’alba e se il viaggio dura più di due giorni, chi deve compiere lavori pesanti, soprattutto se sono di utilità pubblica. La legislazione islamica ha previsto caso per caso quali di queste persone esonerate dal digiuno lo sono totalmente e quali lo debbano rinviare dopo il mese di Ramadhan.

Il digiuno non è valido se non è preceduto dalla niyyah (intenzione), ovvero dalla dichiarazione di volersi accingere a tale periodo di disagio rituale. L’astinenza viene interrotta dopo il tramonto mangiando dei datteri o bevendo dell’acqua come vuole la Sunnah del Profeta Maometto. L’interruzione (iftar) per tradizione viene preceduta dalla breve preghiera  che vi ho citato all’inizio del post.

Alla fine del mese lunare, che quest’anno terminerà il 17 luglio, viene celebrata la festa dell’interruzione del digiuno (Eid al-fitr). Si tratta di un momento nel quale il credente deve dividere i suoi beni con coloro che ne hanno bisogno, di un momento di carità da celebrare con famiglia e amici. Una sorta di Natale d’Oriente in cui si scambiano doni e si fanno telefonate di auguri a parenti lontani e vicini. Un momento di riunione e di preghiera.

I turisti che si recano in terra musulmana durante il mese di Ramadhan potrebbero incontrare alcuni problemi: quasi tutti i ristoranti restano chiusi durante il giorno, bar e discoteche sono, invece, chiusi del tutto e gli orari di apertura dei negozi, musei e monumenti vengono ridotti. I viaggiatori occidentali, che nonostante le possibili difficoltà decidano comunque di recarsi in un paese a prevalenza musulmana, per rispetto delle tradizioni locali, dovrebbero mangiare e bere privatamente senza farsi vedere durante il giorno e non consumare alcolici.

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About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.

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