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Tra Darjeeling e Ghum a caccia di templi e monasteri

Tra Darjeeling e Ghum a caccia di templi e monasteri

A Darjeeling è così: c’è chi scende e c’è chi sale. Chi sale lo fa lentamente, un passo controllato dietro l’altro, per non perdere il fiato; chi scende invece va in fretta, quasi saltellando, guarda con occhi complici chi gli viene incontro nella direzione opposta, sapendo che prima o poi toccherà anche a lui risalire.

Costruita lungo un ripido crinale himalayano, Darjeeling è tutta un dislivello, un intricato dedalo di strade e ripide scalinate che metterebbero alla prova anche i polpacci più allenati. Ma è proprio questo l’aspetto che rende Darjeeling così incantevole, a buon diritto la meta più ambita del West Bengala, perché quasi da ogni angolo della città si scorgono panorami mozzafiato sulle vette che la circondano. Tra queste il Khangchenjunga che, con i suoi 8586 metri è la vetta più alta dell’India nonché la terza montagna più alta del mondo.

Darjeeling

Ho passato 5 giorni a Darjeeling, era l’inizio di marzo e le nuvole purtroppo ancora troppo intense per poter vedere bene le montagne ma questo non mi importava: la mia intenzione primaria era quella di arrivare fin lì per ritrovare un po’ di pace montana, quella di cui avevo bisogno dopo due mesi di India intensa, per regalarmi un po’ di tregua dal caldo della pianura e, già che c’ero, conoscere la zona che possibilmente costituirà il mio punto di partenza per una prossima visita allo stato del Sikkim.

Le cose da fare e da vedere in città e nei dintorni sono tante ma proprio perché ci si trova a quota 2.037 metri e spesso in salita, è meglio darsi tempo e farle con calma. Il punto di riferimento di tutti i turisti e centro nevralgico di Darjeeling è la piazza Chowrasta, nella parte alta della città, collegata alla vicina Clubside dalla via commerciale e pedonale Nehru Road. In questa zona troverete diverse possibilità di alloggio e se vi posso consigliare NON andate alla Andy’s Guest House perché la vecchia padrona è peggio del Führer! Nella stessa via, la Zakir-Hussain Road, troverete tante altre sistemazioni e sarete vicino ai migliori posti per fare colazione, Tom & Jerry e Sonam’s Kitchen!

Da Chowrasta si snodano diversi percorsi che vi porteranno a scoprire i punti più interessanti di Darjeeling, primo fra tutti il tempio di Mahakala situato sulla cima di Observatory Hill. Il luogo è sorprendentemente curioso: non mi era mai capitato infatti di vedere un monaco buddhista impartire la benedizione ai fedeli induisti in un santuario dedicato alla dea Kali. Per qualche minuto mi sono fermata davanti a lui guardandolo confusa e cercando di capire in che strano luogo mi trovassi ma poi ho pensato: sono in India, è inutile farsi troppe domande! :-) Con la sua benedizione ho proseguito la visita di questo luogo che ho capito essere sacro a entrambe le fedi perché dove oggi si trova un tempio dedicato ad una manifestazione terrifica del dio Shiva, in precedenza sorgeva un monastero buddhista. Bandierine colorate, ruote delle preghiera, campane votive e immagini di ogni divinità possibile, sovrastano, circondano e decorano quindi i piccoli templi che punteggiano la collina e chiunque arrivi a Darjeeling, di qualunque fede, passerà da qui almeno una volta.

Mahakala Temple - Darjeeling Mahakala Temple - Darjeeling

Distrutto prima da un’invasione di truppe nepalesi, ricostruito e poi di nuovo danneggiato da un terremoto, il Bhutia Busty Monastery, che sorgeva inizialmente sulla collina, si trova oggi ricollocato lungo la CR Das Road, a 10 minuti di cammino da Chowrasta. Approcciando la piazza tenete la destra e quindi prendete la prima ripida discesa, poi continuate finché non lo vedrete apparire. Se la visibilità è buona il Khangchenjunga gli farà da splendida cornice. Il monastero, appartenete alla setta dei “Berretti Rossi”, è aperto tutti i giorni. Se siete interessati ad assistere alla preghiera vi suggerisco l’appuntamento delle 17 vista l’improponibilità di quello del mattino, dalle 4,30 alle 6!

Bhutia Busty Gompa - Darjeeling Bhutia Busty Gompa - Darjeeling

Da qui potete rifare la strada in salita oppure, se siete interessati ad approfondire il discorso sui tibetani in esilio che occupano la zona, potete proseguire verso il Tibetan Refugee Self-help Centre e da lì risalire. Fondato nel 1959, si tratta di un piccolo centro profughi che comprende, oltre ad un tempio, una scuola, un orfanotrofio e una clinica, un’interessante mostra fotografica e un laboratorio d’artigianato con annesso negozio. Il percorso di risalita è immerso nella natura, molto piacevole e silenzioso e vi permetterà di scoprire alcuni degli angoli più tranquilli della città, riportandovi quindi sulla Bhanu Bhakta Sarani che potrete percorrere per fare ritorno a Chowrasta.

Tibetan Refugee Self-help Centre - Darjeeling Darjeeling

Darjeeling

La Bhanu Bhakta Sarani è un percorso panoramico  pianeggiante che si snoda ai piedi della Observatory Hill regalandovi, in condizioni di buona visibilità, delle vedute spettacolari. Costeggiate le bancarelle che vendono più che altro scialli e pashmine e, una volta arrivati a Chowrasta fate inversione a U per ritrovarvi a scendere lungo la Jawahar Road West, in direzione del Parco Zoologico e dell’Himalayan Mountaineering Institute. Questo istituto, fondato nel 1954, ospita un interessantissimo museo dove sono conservati gli equipaggiamenti delle spedizioni sull’Everest che partirono proprio da Darjeeling. L’istituto si trova immerso e nascosto all’interno del parco zoologico che quindi non potrete fare a meno di visitare se interessati al discorso alpinistico. Tanti esemplari di fauna che popolano l’Himalaya, tra cui anche il Red Panda, trovano posto all’interno di questo ambiente boscoso catalogato comunque come uno dei migliori zoo di tutta l’India. L’ultimo ingresso è consentito alle ore 16.

Himalayan Mountaineering Institute Darjeeling Red Panda - Darjeeling Red Panda - Darjeeling

A Darjeeling le giornate sono abbastanza corte nel senso che, a parte la questione ore di luce,  dovrete anche adattarvi agli orari di cafè e ristoranti i quali aprono dopo le 8 per la colazione e chiudono intorno alle 19.30. Questo ovviamente vi obbligherà a dover cenare presto. Ancora mi sogno di notte i piatti squisiti che ho mangiato al Kunga Restaurant, al numero 51 di Gandhi Road, in zona Clubside: momo, zuppe di noodles, il miglior pane tibetano mai assaggiato, il tutto cucinato da un’accogliente famiglia…assolutamente da non perdere!

Ora che avete dedicato tempo alla parte superiore di Darjeeling – potreste anche arrivare alla Peace Pagoda ma detto sinceramente non ne vale la pena – è arrivato il momento di spingersi in basso, verso la stazione del famoso Toy Train. La Darjeeling Himalayan Railway su cui viaggia l’unico vero treno per Darjeeling si estende fin qui per 78 km da New Jalpaiguri. Soltanto lungo il tratto Ghum-Darjeeling vengono tuttavia ancora utilizzate le vecchie locomotive a vapore risalenti all’epoca di governo del Raj Britannico e sono quelle che vengono sfruttate maggiormente dai turisti. Prenotare non è detto che sia così immediato per via dei posti limitati ma soprattutto ritrovarsi a bordo potrebbe risultare meno interessante che non appostarsi nei punti di passaggio del treno per vederlo dall’esterno. A mio avviso, la seconda opzione è molto più pittoresca. Detto questo informatevi presso la stazione sugli orari aggiornati e sulle disponibilità e poi prendete la vostra decisione. Io nel frattempo vi racconto come si è svolta la mia giornata tra Darjeeling e Ghum.

Da Chowrasta scendete fino a Clubside e chiedete di indicarvi la strada per lo stand dei taxi diretti a Dali. Salite quindi sulla prima share-jeep disponibile e con sole 10 rupie arriverete a destinazione. Il tragitto dura circa 15 minuti. Dali è il piccolo paese, situato a metà strada tra Darjeeling e Ghum dove si trova il Druk Sangak Choling Gompa, anche conosciuto come Dali Monastery. Un edificio imponente che si affaccia sulla strada, la Cart Hill Road, e che avrete di certo già notato arrivando a Darjeeling dalla pianura. Costruito nel 1971, il monastero ospita più di 200 monaci appartenenti alla scuola Kagyupa che si riuniscono per la preghiera al mattino dalle 5 alle 6.30 e il pomeriggio dalle 17 alle 18.30. Da qui proseguite a piedi in direzione Ghum ma guardatevi sempre indietro per non perdere gli scorci migliori sul monastero.

Dali Gompa Dali Gompa Dali Gompa

In 15 minuti arriverete quindi al Batastia Loop, il punto dove il famoso Toy Train, compiendo un giro di 360°, perde o guadagna in altezza. Cercate di arrivare da queste parti prima delle 11 per aspettare il passaggio del treno che qui lascia scendere i suoi passeggeri per scattare qualche foto, prima di continuare il tragitto fino alla stazione di Ghum. Anche dal Batastia Loop, se la visibilità lo permette, il panorama sulle montagne è spettacolare!

Batastia Loop - Train to Darjeeling Batastia Loop - Train to Darjeeling

Continuando lungo la Cart Hill Road si arriva poi al Samten Choling Gompa dove è custodita la statua del Buddha più grande di tutto il West Bengala. All’interno del complesso c’è poi anche un piccolo negozietto che vende snack e bevande.

Samten Choling Gompa - Ghum Samten Choling Gompa - Ghum Samten Choling Gompa - Ghum

Ormai siete quasi arrivati al centro abitato di Ghum dove tra gli altri edifici svetta anche il Sakya Guru Gompa, simile a una fortezza. Risalendo la rampa di accesso al monastero, oltre il ponte sulla destra, vi si aprirà una bellissima vista sulla cittadina.

Sakya Guru Gompa - Ghum Sakya Guru Gompa - Ghum Sakya Guru Gompa - Ghum

Prima di passare al prossimo e ultimo monastero di Ghum, avvicinatevi alla stazione e aspettate che il treno abbia ripreso la sua corsa di ritorno verso Darjeeling (alle ore 12). Questo è forse il momento più pittoresco, quando il Toy Train percorre le strade strette passando a pochissimi centimetri dai negozi di frutta e verdura che si trovano lì accanto. E’ davvero incredibile e questo vi darà la riconferma di quanto sia meglio, dovendo scegliere, vederlo dall’esterno piuttosto che esserci seduti sopra!

Ghum - Train to Darjeeling

L’ultimo monastero di Ghum, lo Yiga Choling Gompa, che appartiene alla setta dei “Berretti Gialli”, è anche il più antico. La struttura è molto più modesta rispetto agli altri ma all’interno custodisce antichi affreschi e testi tibetani di grande valore. Terminata la visita riportatevi sulla strada principale e, in zona stazione, fermate la prima share-jeep diretta a Darjeeling.

Yiha Choling Gompa - Ghum

Proprio sotto la stazione di Darjeeling si trova il famoso Dhirdham Mandir, una copia del Pashupatinath Temple di Kathmandu. Da qui si aprono delle meravigliose vedute sulla città che per lungo tempo venne utilizzata come stazione climatica dalla classe governativa britannica mentre oggi è rinomata come una delle più piacevoli mete turistiche montane.

Dhirdham Mandir DSC_1075

Alla stregua di Shimla, in Himachal Pradesh, anche a Darjeeling si possono trovare le vestigia di quel passato coloniale che la rende ancor più affascinante, immersi in una meravigliosa cornice montana dove godere dello spettacolo della natura himalayana. Per gli amanti del tè inoltre non mancheranno certo le occasioni di gustarne delle ottime tazze mentre per chi ama la cucina tibetana, questa è l’occasione per farne un’ottima scorta!

Pianta di Rododendro in fiore @ Darjeeling

Pianta di Rododendro in fiore @ Darjeeling

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About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.

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