Home » EUROPA » Trekking: i consigli base per il buon escursionismo in Italia

Trekking: i consigli base per il buon escursionismo in Italia

Girala e voltala come ti pare e piace ma l’Italia, altrimenti nota come terra dell’ozio e di località balneari, è tutt’altro che piatta ed è proprio lì, tra le curve sinuose e a tratti impervie di Alpi e Appennini, che ci si dovrebbe recare per godere appieno delle bellezze del territorio nazionale, laddove con la macchina non si può arrivare! Ebbene sì, benché a tanti non piaccia le aree pianeggianti occupano soltanto il 23% della superficie mentre il 42% del territorio è collinare e circa un terzo è occupato da montagne!

Eremo di Vercio

Eremo di Vercio – Santuario della Madonna delle Grazie

“Gli italiani sono gente d’autostrada” – scrive Paolo Rumiz nel suo libro La Leggenda dei Monti Naviganti e continua – “Abitano un paese dove i flussi veloci hanno desertificato il territorio e ucciso i capillari” . Credo questa sia in fondo un analisi che riguardi un po’ tutto il mondo ma fortunatamente sembrerebbe che in questi ultimi anni si stia gradualmente riscoprendo l’importanza di passare del tempo in natura ed è proprio in questa prospettiva, coscienti di quanta ricchezza si possa godere e ancora salvare, che si dovrebbe parcheggiare l’auto e tornare a camminare, per riscoprire e tenere in vita tutti quei luoghi e quegli itinerari  – considerati forse meno nobili – che purtroppo in alcuni casi sopravvivono a stento. Credetemi, è tutto di guadagnato, in salute sia fisica che mentale!

Massiccio della Presolana

Massiccio della Presolana

Intendiamoci, il mio è un suggerimento rivolto a tutti ma se fate parte di quella schiera di rammolliti e globalizzati che a due gocce di sudore preferiscono le pieghe del divano o lo shopping sfrenato nei centri commerciali allora fate pure con comodo e restate dove siete: non sia mai che le montagne vengano prese d’assalto da una mandria di idioti! Quello di cui c’è bisogno sono persone responsabili, amanti e rispettose della natura, persone che sappiano camminare in silenzio (sapete quante cose intelligenti vengono in mente a uno che sa stare zitto?) e riportarsi a casa qualsiasi fonte di inquinamento; gente motivata e ricca di buonsenso.

Anemone Epatica

Anemoni Epatiche

Prima di mettervi in cammino è dunque fondamentale imparare almeno i concetti base del buon escursionismo ovvero, non soltanto a preparare lo zaino – sapendo esattamente cosa metterci dentro – bensì a pianificare l’itinerario dalla A alla Z con cognizione di causa, onde evitare rischi inutili, inconvenienti e pericoli, per voi e per gli altri. Primo passo per diventare dei buoni escursionisti è allora quello di seguire alcuni consigli fondamentali dettati dagli esperti e che partirò a breve con l’elencarvi.

N.B. la mia non vuole essere una guida esaustiva bensì la visione di un’escursionista NON professionista alla quale piace documentarsi e trasmettere le informazioni quanto più corrette e complete possibili. Tra di voi lettori ci sarà sicuramente qualcuno più esperto di me e quindi invito tali persone – o chiunque abbia qualcosa da aggiungere e da correggere – a scrivermi senza pensarci due volte. I vostri interventi sono sempre importanti e preziosi se costruttivi!

1. Prima di partire controllate sempre le previsioni del tempo

Nei giorni precedenti l’escursione così come anche il giorno stesso, controllate sempre le previsioni del tempo e fatelo se possibile attingendo da varie fonti. In particolare valutate bene, non solo le temperature previste o l’arrivo di possibili perturbazioni ma anche le condizioni del vento in termini di forza e direzione. Controllate inoltre la quota dello zero termico così da poter valutare al meglio fino a che altezza è il caso di spingervi. Oltre ai bollettini ufficiali dell’aeronautica militare che trovate su Meteoam.it, tra i meteo popolari, la pagina più completa e attendibile a mio parere è quella di 3Bmeteo.

Monte Faiè

Arco alpino – vista dal Monte Faiè

2. Se il meteo è buono, scegliete l’escursione che fa per voi e calcolatene i tempi

Ricordatevi: un’escursione non la si sceglie per partito preso ma in base alle condizioni meteo e a quelle del terreno (evitando dunque per esempio possibili percorsi innevati se non siete attrezzati). Definite quindi innanzitutto il livello dell’escursione sulla base delle vostre possibilità e in maniera consapevole, valutatene il dislivello e quindi la distanza che volete coprire (compresa quella in macchina da/per il punto di partenza dell’itinerario a piedi). Su internet di consigli circa gli itinerari di escursionismo ne troverete un’infinità ma è sempre importante calcolarne i tempi in modo da essere sicuri di riuscire a fare rientro prima del tramonto.

- Il LIVELLO di un di un sentiero escursionistico che non richieda dispositivi di auto-assicurazione o uscite in ambiente innevato, secondo i canoni del CAI può essere classificato come T=turistico, E=escursionistico oppure EE=per escursionisti esperti.

T = turistico: itinerari su stradine, mulattiere o comodi sentieri, con percorsi ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono in genere sotto i 2000 m e costituiscono di solito l’accesso ad alpeggi o rifugi. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.

Baite del Moschel - Valvalzurio

Baite del Moeschel – Valvazurio

E = escursionistico: itinerari che si svolgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni; possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua, quando, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi; i tratti esposti sono in genere protetti (barriere) o assicurati (cavi). Possono avere singoli passaggi su roccia, non esposti, o tratti brevi e non faticosi né impegnativi grazie ad attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, ecc.). Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del territorio montagnoso, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati.

Corni di Canzo

Ascesa verso il Corno Birone – vista sui Corni di Canzo

EE = per escursionisti esperti: itinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci (perché il loro attraversamento richiederebbe l’uso della corda e della piccozza e la conoscenza delle relative manovre di assicurazione). Necessitano: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati.

Corno Birone 01

Corno Birone

- Il DISLIVELLO è ciò che fondamentalmente determina la difficoltà di un percorso escursionistico; si divide in dislivello positivo (tratti in salita) e dislivello negativo (tratti in discesa). Sempre secondo il CAI un escursionista mediamente allenato riesce a percorrere circa 350 metri di dislivello positivo in circa un’ora mentre in genere impiega circa i 2/3 del tempo per coprire lo stesso dislivello in discesa. Badate bene, ciò non significa che in discesa si faccia meno fatica, anzi: mentre la salita è quella che pesa di più sul fiato, la discesa è quella che può essere assolutamente deleteria per piedi e ginocchia. Per questo è sempre importante calibrare le proprie forze e ricordarsi che la cima non è mai il punto di arrivo bensì la metà del percorso; da lì poi bisogna saper tornare indietro!

Vercio

- Detto questo e scelto l’itinerario che pensiate possa fare per voi, incominciate a pianificarne gli orari, a partire dalla sveglia del mattino e per arrivare fino al rientro a casa la sera. Valutate i tempi di spostamento in auto sempre in considerazione del traffico, di eventuali pause caffè e di possibili difficoltà nel trovare parcheggio o il luogo esatto di inizio del sentiero. Calcolate in che punto del percorso vorreste fermarvi per pranzo, il tempo medio per arrivarci e quindi quanto ne avete a disposizione per mangiare e riposare prima di riprendere il cammino. Stimate a che ora volete essere di ritorno all’auto e quanto vi occorrerà per tornare a casa, traffico compreso.

3.Imparate a leggere una cartina topografica e memorizzate i dettagli del percorso

La buona norma vuole che, da bravi escursionisti, vi portiate sempre dietro una cartina dettagliata della zona che andrete ad esplorare ma, nel caso non ne foste muniti (o anche solo come doppia prova), assicuratevi almeno di scattare una foto a quelle che normalmente si incontrano all’inizio di qualsiasi percorso gestito dal CAI o da qualsiasi altra associazione specifica locale. Per imparare a leggere una cartina topografica sono necessarie alcune nozioni di base – che troverete su qualsiasi manuale di orientamento o su internet – e l’utilizzo della legenda – che può variare leggermente da cartina a cartina a seconda della casa produttrice.

Corni di Canzo

Molta attenzione va dedicata all’andamento del percorso, agli incroci tra sentieri (di cui dovrete conoscerne i numeri), al posizionamento delle vette rispetto alle altre, ai punti di appoggio quali i rifugi (informarsi anche se aperti o meno) e alla presenza di eventuali sorgenti d’acqua. Le carte più utilizzate nell’escursionismo son quelle in scala 1:25.000, 1:35.000 o 1:50.000.

4. Preparate lo zaino pensando anche a possibili imprevisti

- In montagna i cambiamenti climatici possono essere repentini e trovarvi impreparati di fronte a situazioni di pioggia o di freddo improvviso non è certo quello che farebbe di voi dei bravi escursionisti. Un poncho per la pioggia, un doppio strato per il freddo – tra cui anche una giacca antivento, guanti, fascia scaldacollo e cappello sono quanto dovrete assicurarvi di avere sempre con voi, anche se al mattino partite con un sole splendente e temperature esterne di 30 gradi; occhiali da sole, protezione solare e cappellino con visiera sono invece oltremodo indispensabili quando le condizioni si fanno più calde, onde evitare colpi di sole, ustioni o danni permanenti agli occhi.

Crocione di San Martino

Vista su Lecco dal Crocione di San Martino 

- Affrontare la montagna ben equipaggiati è ciò che renderà le vostre escursioni certamente più piacevoli ma anche sicure ed è proprio parlando di sicurezza che, tra le altre cose, è fondamentale portare sempre con voi sia un Kit di Primo Soccorso che un Kit di Sopravvivenza. Oltre a questo vi suggerisco di portarvi sempre dietro anche dei bastoncini da trekking i quali, seppur magari non li troviate comodi in ogni situazione o pensiate di non averne bisogno, potrebbero sempre tornarvi utili.

Kit di Primo Soccorso: tamponcini disinfettanti in bustina, cerotti medicati di varie misure, garze sterili, rotolo di cerotto, forbicina, digestivo antiacido, antidolorifico, antispastico, antistaminico, ago, cicatrizzante per vesciche, crema per punture di insetti.

Kit di Sopravvivenza: coltellino multi-funzione, fiammiferi o accendino, fischietto, coperta termica, torcia frontale, bussola (imparate ad usarla), cordino da roccia, pastiglie o gocce per purificare l’acqua.

- Parlando invece di cibo, a meno che non abbiate deciso di pranzare in rifugio, sarà allora indispensabile che vi portiate il pranzo al sacco da casa e che vi muniate anche di frutta secca, cioccolato o barrette energetiche per gli snack di mezza mattina e del pomeriggio; un telo impermeabile vi tornerà sicuramente utile per sedervi sull’erba in mancanza di tavolini per il pic-nic. Ovviamente non dimenticatevi dell’acqua! La borraccia è uno degli elementi che non potrebbero mai mancare nello zaino di un escursionista ed è importante assicurarsi di avere acqua a sufficienza per coprire tutto il tragitto. Spesso lungo i percorsi battuti si incontrano delle fontane ma se non siete sicuri della loro presenza e sulla cartina non vengono segnalate sorgenti, allora è importante partire da casa con una scorta maggiore.

Sorgente

5. Pronti, partenza, via! Curate il vostro corpo e la natura che vi sta intorno!

Mentre camminate guardatevi sempre intorno per individuare la tracciatura successiva ed essere quindi sicuri di mantenervi sul percorso corretto e visualizzate ripetutamente la vostra posizione sulla cartina ogni qualvolta raggiungiate un punto fondamentale. Per il resto divertitevi, se sentite fastidio ai piedi per il probabile insorgere di una vescica, agite per tempo e mettete un cerotto nella zona interessata prima ancora che si formi e mi raccomando, non lasciate immondizia in giro! Portate con voi una sacchetto dei rifiuti e utilizzatelo per riportare a valle tutto quello che possa creare sporcizia e inquinamento, compresa la carta igienica!

Lè dura

Salita verso la Chiesetta di San Martino da Rancio di Lecco

Aspettate però, c’è un’ultima domanda a cui vorrei provare a rispondere : E’ VERO CHE IN MONTAGNA NON SI DOVREBBE ANDARE MAI DA SOLI? Il concetto credo dipenda da vari fattori e, come per tutte le situazioni, vi sono sempre dei pro e dei contro da valutare. Trattandosi di un articolo – questo – rivolto più che altro a quanti di voi si stanno affacciando soltanto ora al mondo dell’escursionismo – a chi dunque non ha ancora acquisito praticità e dimestichezza in ambiente collinare e montano – ovviamente la risposta penso sia più che scontata: avventurarvi da soli non è certo una buona idea! Trovate piuttosto un compagno d’avventura o, meglio ancora, almeno per le prime volte, un’escursione organizzata o  una guida esperta del settore.

Se siete invece frequentatori della montagna allora il discorso cambia ma io se fossi in voi eviterei comunque di andare da soli su itinerari che non avete mai percorso prima o itinerari di una certa difficoltà ed esposizione. Capisco anche però che non sempre sia facile trovare qualcuno disposto o disponibile a venir con voi, oppure più semplicemente che ad un certo punto vi venga voglia di provare l’esperienza della solitudine in montagna. Se la voglia di andare è tanta e non volete sprecare delle giornate splendide rinunciando ad uscire perché nessuno vi segue, scegliete allora magari degli itinerari semplici, di cui siete riusciti a recuperare tante informazioni o che già conoscete. In fondo non serve andare verso luoghi sconosciuti o impervi per provare l’emozione di camminare da soli!

Fatto sta – io credo – e questo va proprio detto, che non per forza essere in compagnia significhi necessariamente essere più sicuri; certo i contro dell’essere da soli in situazioni di emergenza penso siano chiari e intuibili a tutti ma è vero anche  che da soli si ha una più alta percezione del rischio e si tenda dunque ad essere più prudenti, sapendo di poter contare soltanto sulle proprie forze. In compagnia si tende invece spesso ad abbassare la guardia e a fidarsi del fatto che a quello a cui non pensiamo noi ci penserà qualcun’altro. Niente di più sbagliato: se di andare in compagnia è quello che dice la buona norma, fate comunque sempre conto di dover essere autosufficienti e responsabili ognuno delle proprie scelte. E’ così che – teoricamente – l’unione dovrebbe fare la forza e non la debolezza di un gruppo, fosse questo composto anche soltanto da due persone.

Forza e coraggio! Viaggiatore non c’è sentiero, il sentiero si fa mentre cammini!

Tags :
Previous post link
Next post link

About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.

Lascia un Commento

Your email address will not be published.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Scroll To Top