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Trekking in Nepal: tutto quello che c’è da sapere

Trekking in Nepal: tutto quello che c’è da sapere

Un anno e sette mesi fa, subito dopo il terremoto, presi la decisione di prenotare un volo per il Nepal. E’ proprio in questi momenti, pensai, che un paese ha bisogno del supporto dei viaggiatori, che continuino o che ritornino a calpestarne i suoi sentieri. Lo scopo, è ovvio, è quello di aiutare la popolazione e le imprese locali a risollevarsi da una tragedia, tendendogli la mano, così che questi possano riporre in noi la speranza in un futuro roseo come lo era il passato.

Sono alcuni decenni ormai che il paese è considerato patria indiscussa del trekking, con ben otto delle dieci cime più alte del globo e alcuni tra i paesaggi più suggestivi al mondo raggiungibili soltanto a piedi. Fare trekking in Nepal rientra di certo tra le esperienze uniche che il continente asiatico possa offrire.

Non tutti però hanno ben chiaro che cosa voglia dire veramente fare trekking in Nepal, in tanti sarebbero pronti a rinunciarci in partenza solo per la convinzione di non esserne adatti. Ma ne siete proprio sicuri? Leggete questo articolo se vi va e solo dopo potrete dire che il trekking in Nepal non fa per voi oppure, con molte più probabilità, potrete cominciare a pianificare il vostro viaggio! :-)

Poon Hill trek

Premessa 1: per comodità del lettore dividerò l’articolo in varie sezioni, ognuna delle quali che tratti un tema a sé stante. Se vi doveste stufare di leggere così potreste ritrovare facilmente il punto che più vi interessa.

Premessa 2: in Nepal normalmente i prezzi dei servizi turistici vengono espressi  in Dollari. 1$= 100 rupie circa.

Qual’è la stagione migliore per fare trekking?

Decisamente l’autunno ma, sentendo le varie agenzie, sembrerebbe che anche le altre stagioni non vadano poi così male. Ottobre e novembre sono considerati i mesi di maggior affluenza, con il turismo che tende a diminuire verso fine novembre. La visibilità delle montagne è al massimo del suo splendore, è molto raro che piova e le temperature, piacevoli di giorno, si mantengono tollerabili anche durante la notte.

Poon Hill trek

La primavera è anch’essa una stagione molto gettonata, meno dell’autunno tuttavia. In questo periodo dicono che la fioritura dei rododendri sia qualcosa di magnifico. Provate ad immaginare la foto qui sotto, scattata a novembre, con gli alberi in fiore: un esplosione di colori da togliere il fiato, di rosso, di bianco, di fucsia; sono sicura che abbiano ragione. Ho visto uno spettacolo simile viaggiando in Bhutan nel mese di aprile e a Darjeeling nel mese di marzo e vi assicuro di esserne rimasta totalmente folgorata. Il rododendro, ai livelli della magnolia e delle azalee, si riempie di grappoli di fiori, colora intensamente il paesaggio, gli regala calore e vitalità e credo che sia, ad oggi, uno degli alberi pi belli mai visti!

Mount Dhaulagiri

La stagione dei monsoni che va da giugno a settembre è invece forse la peggiore in termini di visibilità. I sentieri in questo periodo dell’anno sono coperti di fango e scivolosi, c’è alto rischio di frane e valanghe e a farvi compagnia lungo i percorsi ci saranno ad attendervi le care amiche sanguisughe. Meglio evitare dunque ma se proprio siete in zona e non volete rinunciare al trekking puntate verso le più costose regioni trans-himalayane, ovvero verso il Mustang, Upper e Lower.

Langtang trek

L’inverno infine non sarebbe poi così una brutta stagione in termini di visibilità, se non fosse però per il freddo e per la neve che rende inaccessibili i passi più alti. Un trekking a quote più basse risulta fattibile ma è certo che dovrete coprirvi per bene!

Devo essere allenato o avere esperienza?

Sul quanto una persona debba essere allenata per poter effettuare un trekking in Nepal, tutto dipende dal livello di difficoltà del trekking stesso. Esistono ad oggi possibilità di trekking che spaziano dal grado più facile, quello A, a quelli più difficili, i livelli D ed E. Tutti gli itinerari offrono opportunità di godere dei magnifici panorami himalayani e di entrare in contatto con le popolazioni che abitano i villaggi in quota per cui la scelta del livello che corrisponda maggiormente alle vostre condizioni fisiche vi garantirà in ogni caso un’esperienza unica.

- Grado A (Facile): Ghorepani/Poon Hill Trekking, Ghandruk Trekking, Jomson Muktinath Trekking, Helambu Trekking, Shivapuri Trekking….

Questi tipi di itinerari possono essere percorsi da chiunque si trovi in buone condizioni di salute senza che sia necessario avere esperienza pregressa. Facile ovviamente non vuol dire che il trekking si snodi in pianura, bensì che non presenti fasi di ascesa particolarmente difficili o ad altezze superiori ai 3000 metri. Il trekking prevede momenti di salita e discesa su percorsi ben marcati, spesso scalinate, per un totale massimo di circa 5/6 ore di cammino al giorno.

Poon Hill Trek

- Grado B (Moderato): Annapurna Base Camp (ABC) Trekking, Langtang Trekking…

Leggermente più complicati di quelli del grado A, i trekking di questa categoria presentano qualche sfida in più per chi è alle prime armi ma niente di trascendentale: ad essi è richiesto, oltre al buono stato di salute, una dose supplementare di energia ed entusiasmo. Gli itinerari raggiungono altezze che si avvicinano ai 4500 metri e, alternando fasi di salita e discesa più lunghe, vi concederanno incontri ravvicinati con i magnifici picchi himalayani.

Langtang Trek

- Grado C (Faticoso): Annapurna Circuit Trekking, Everest Base Camp (EBC) Trekking, Upper Mustang Trekking…

A seconda della stagione le condizioni possono risultare più o meno favorevoli trattandosi di trekking che prevedono il superamento di passi ad oltre 5000 metri di quota. Su questi itinerari è molto importante dare la possibilità e il tempo al corpo di acclimatarsi e fare attenzione a qualunque avvisaglia che possa essere ricondotta al Mal di Montagna (Acute Mountain Sickness).

- Gradi D/E (Impegnativo): Manaslu Trekking, Ganja La Pass Trekking, Dhaulagiri Trekking…

La caratteristica principale di questo tipo di trekking è che si tratta di lunghi percorsi ad altezze elevate dove l’unica possibilità di sistemazione è il campo tendato. In questo caso sono richieste ottime condizioni di salute, spirito d’avventura e preferibile esperienza pregressa.

Che cos’è il Mal di Montagna (Acute Mountain Sickness)?

Il Mal di Montagna è la reazione patologica del nostro corpo alla bassa pressione atmosferica e alla conseguente minore concentrazione di ossigeno nell’aria man mano che ci si spinge ad altezze più elevate. Può succedere a chiunque di soffrirne sopra i 2500 metri e questo indipendentemente dall’età, dal genere e dal grado di allenamento. Tra i sintomi vi sono mal di testa, nausea, mancanza di appetito, spossatezza, tachicardia, difficoltà di respirazione. In tali casi è fondamentale agire prontamente onde evitare che il Mal di Montagna si trasformi in edema cerebrale o polmonare.

Scendere ad altezze inferiori è la prima cosa da fare: non costringete il vostro corpo a continuare; scendete di quota, rimanete a riposare alla stessa altezza per 1-3 giorni e assumete del Diamox che vi sarete portati da casa. Bere acqua e mangiare sano dovrebbero aiutare la guarigione, in caso contrario non vi rimarrà che rientrare, con le vostre gambe o con un elicottero.

Prevenire il Mal di Montagna comunque è sempre meglio che doverlo curare: salite lentamente di quota dando tempo al vostro corpo di acclimatarsi all’altezza, bevete acqua a sufficienza e mangiate cibi ricchi di carboidrati. Evitate l’alcool.

E’ meglio ingaggiare una guida o fare trekking in maniera indipendente?

Pur non esistendo una regola che obblighi il turista ad assumere una guida per il trekking il mio suggerimento è che evitiate di viaggiare da soli. Nonostante il Nepal sia un paese relativamente sicuro ed amichevole nei confronti del turista e la maggior parte degli itinerari siano ben marcati, le montagne possono costituire un ambiente imprevedibile e la presenza di una guida o di un compagno di viaggio potrebbe essere fondamentale per salvarvi la vita.

Dalla distorsione di una caviglia al Mal di Montagna, trovarsi da soli in certe situazioni potrebbe letteralmente compromettere la vostra esperienza e il tutto solo per aver voluto risparmiare una cifra irrisoria. Ingaggiare una guida nepalese oltremodo sarà il vostro gentile contributo all’economia del lavoro locale.

Se è la vostra prima volta in Nepal, affidatevi ad un’agenzia che vi fornisca una guida professionale in possesso di una licenza rilasciata dal Dipartimento del Turismo nepalese. Chiedete che questa licenza vi venga mostrata, accertatevi del livello d’inglese della guida incontrandola il giorno prima e assicuratevi che conosca bene l’itinerario. La sua presenza vi sarà utile anche per la scelta delle sistemazioni lungo il percorso.Langtang Trek

Il costo di una guida si aggira intorno ai 20/25$ al giorno incluso il suo vitto, alloggio e assicurazione personale. Per il mio primo trekking in Nepal ho voluto scegliere una guida femmina che, in quanto viaggiatrice solitaria, si è rivelata una soluzione molto piacevole. Se vi trovate a Pokhara rivolgetevi a 3Sisters Adventure Trekking che è l’agenzia specializzata in tour al femminile, mentre per la Valle del Langtang e altri trekking in zona Kathmandu chiedete pure a me.

Il costo per una guida femmina risulta leggermente più alto rispetto a quello di una guida uomo ma è ovvio che il vostro contributo in questo caso non sarà solamente economico. Sarà soprattutto sociale.

Attenzione però: per la vostra sicurezza è molto meglio che la guida abbia alle spalle un’agenzia registrata la quale garantisca per lei e che possa agire prontamente in caso di vostro bisogno. Avere in mano un indirizzo e delle ricevute, inoltre, è molto importante qualora dobbiate dimostrare qualcosa alla vostra compagnia d’assicurazione.

Quale agenzia scegliere?

Una volta deciso di fare trekking in Nepal il passo successivo sarà quello di trovare l’agenzia a cui affidarvi, destreggiandovi tra le decine e decine di agenzie che vi offriranno apparentemente tutte lo stesso servizio. La prima cosa di cui dovrete assicurarvi è che l’agenzia sia regolarmente registrata presso il Governo del Nepal e presso la Trekking Agencies Association of Nepal (TAAN). Per fare questo consultate il sito www.taan.org.np e fate la vostra ricerca. In secondo luogo cercate su internet i pareri di altri viaggiatori e le eventuali recensioni presenti: un’agenzia con una lunga storia alle spalle avrà sicuramente maggiori recensioni e, se ancora attiva, tendenzialmente avrà svolto un buon lavoro nel corso degli anni.

Se vi servono consigli scrivetemi pure in privato!

Quali documenti/permessi mi servono?

La maggior parte degli itinerari di trekking rientrano nell’area di una determinato progetto di conservazione, di un parco nazionale o di una zona ad accesso limitato per cui sarà quasi sempre necessario essere muniti di un permesso appropriato. Tali permessi sono acquistabili direttamente in loco e vi verranno tassativamente controllati nei punti di entrata ed uscita dall’area in questione.

Di seguito le tariffe aggiornate al 2016 delle zone che ho visitato personalmente:

- Annapurna Conservation Area: 2000 rupie (20$)

Leggi anche Poon Hill Trek: il mio itinerario di cinque giorni

- Langtang National Park: 3390 rupie (34$)

- Shivapuri Nagarjun National Park: 560 rupie al giorno

Oltre ai permessi regionali sarà poi necessario ottenere una TIMS (Trekkers Information Management System), ovvero una tessera in cui vengono registrate le informazioni riguardo al vostro percorso, il tutto per una questione di sicurezza. Se vi siete organizzati tramite agenzia vi verrà rilasciata una tessera di colore azzurro al costo di 1000 rupie. Se invece preferite organizzarvi in maniera indipendente la tessera sarà di colore verde, avrà un costo di 2000 rupie e sarà vostro compito recarvi negli uffici appositi per farvela rilasciare.

Per ottenere i permessi e la TIMS vi verranno richieste due fototessere e una fotocopia del passaporto. Nel caso in cui abbiate prenotato tramite agenzia, dovrete consegnare il tutto a loro perché svolgano le pratiche al posto vostro.

Cosa mettere nello zaino?

La dimensione del vostro zaino dipenderà sicuramente dalla durata dell’itinerario ma ancor più dovrebbe dipendere dal vostro fisico: se non siete abituati a trasportare grossi pesi è inutile che pensiate di poterlo fare proprio adesso. La dimensione ideale sarebbe quella di uno zaino da 25/35 litri, quanto basta per trasportare tutto l’essenziale necessario. Se proprio però non ce la fate a partire con poca roba, valutate anche l’opzione di ingaggiare un portatore. I costi per la categoria si aggirano intorno ai 15$ al giorno.

Detto questo, un buon equipaggiamento corrisponderà di certo ad un trekking soddisfacente mentre cose inutili o inadeguate potrebbero rivelarsi più compromettenti di quello che pensiate. Per questo è fondamentale portare con voi:

- Scarpe comode e adatte al trekking: possibilmente leggere (a meno che non prevediate un trekking nella neve o durante il monsone), impermeabili, che calzino comode e che abbiate testato camminandoci in precedenza. Partire con un paio di scarpe nuove di zecca potrebbe infatti rivelarsi l’errore più grande che possiate commettere. Io personalmente mi sono trovata benissimo con un paio di Salomon SpeedCross3 in Goretex.

- Un paio di ciabatte da indossare nelle Teahouse e che vi servano sia per la doccia, sia per evitare di dovervi allacciare le scarpe o gli scarponi ogni volta che vi servirà andare in bagno, soprattutto se di notte. Un paio di ciabatte da piscina in plastica sono l’ideale in quanto parzialmente chiuse e possibili da indossare anche con i calzettoni di lana, molto meglio che non le classiche infradito.

- Calze: portatene almeno due paia adatte per il trekking, ovvero più spesse, e altrettante leggere da utilizzare la sera o alle quote più basse quando le temperature di giorno sono abbastanza miti.

- Guanti

- Cappello: che vi copra quanto più possibile il viso, soprattutto per i casi di vento e per la notte, qualora faccia molto freddo.

- Magliette: meglio se di tessuto tecnico e che asciughino in fretta, a maniche corte per le quote più basse e a maniche lunghe per quelle più alte e per proteggervi dal sole. Portatene massimo tre.

- Felpe/pile: una da utilizzare durante il trekking e una per la sera, la prima che si asciughi in fretta dal sudore.

- Pantaloni: due paia per il trekking, uno più leggero per le quote più basse e uno più pesante per quelle più alte oppure una calzamaglia senza piede da utilizzare all’occorrenza. Portatevi poi un pantalone comodo da indossare dopo la doccia.

- Giacca pesante ma che occupi possibilmente poco spazio.

- Pigiama: c’è anche chi dorme con i vestiti che indossa la sera ma io onestamente, finché le condizioni lo permettono, preferisco dormire comoda ed evitare di sporcare l’interno del sacco a pelo.

- Sacco a pelo: finché si alloggia in Teahouse un sacco a pelo di piccole dimensioni dovrebbe essere sufficiente. In ogni stanza sono infatti presenti delle coperte che potrete usare come aggiunta. Può capitare tuttavia, soprattutto durante l’alta stagione, che sui sentieri più battuti e a alle altezze elevate (dove ci sono meno alloggi), vi ritroviate a dover dormire in un angolo della sala da pranzo. In questo caso, sopratutto se sono finite le coperte a disposizione, potreste patire del gran freddo. Starà allora a voi cercare di arrivare prima della massa e accaparrarvi la stanza migliore. Le guide in questo caso possono essere molto d’aiuto, soprattutto se conoscono la zona e sono a loro volta conosciute, avendo spesso la possibilità di chiamare per prenotarvi la camera.

- Impermeabile: di quelli di plastica che siate sicuri facciano il loro dovere. Non c’è niente di peggio che ritrovarsi bagnati e al freddo.

- Una torcia da fronte che vi lasci le mani libere.

- Occhiali da sole

- Protezione solare, crema idratante e burro cacao.

Carta igienica, salviette umide e gel igienizzante: la carta igienica è spesso di facile reperimento anche in loco ma i prezzi, così come quelli di tutti i prodotti, sono direttamente proporzionali all’altezza.

- Prodotti da bagno: spazzolino, dentifricio, sapone, shampoo e balsamo in bustina che troverete nei supermercati delle principali città e tutto quello che vi serve ma rimanete sempre sulle piccole quantità.

- Asciugamano in microfibra di piccole/medie dimensioni.

- Kit di primo soccorso che contenga farmaci per la dissenteria e Diamox nel caso in cui andiate a quote elevate. Per le donne in viaggio vi suggerirei di evitare di fare un trekking durante i giorni x, sia per questioni igieniche che per l’eventuale senso di spossatezza. Ad ogni modo portate con voi tutto l’occorrente e già che ci siete, se soggette a cistiti, aggiungete anche del Monuril.

- Spry per il naso: per evitare di passare notti insonni qualora vi doveste beccare un raffreddore.

- Borraccia di metallo e purificatore per l’acqua: la borraccia di metallo (meglio se trasportabile a tracolla) dev’essere la sostituita delle bottiglie di plastica che a queste altezze costituiscono un’importante fonte di inquinamento. Il costo di una bottiglia d’acqua in montagna inoltre può raggiungere le 250 rupie (contro le 25 rupie di Kathmandu) per cui ha molto più senso premunirsi di gocce o di pastiglie per purificare quella che prenderete dal rubinetto. Nelle zone più battute dal turismo troverete la possibilità di riempire la vostra borraccia con acqua già purificata al costo di 70/80 rupie.

- Apparecchiatura fotografica.

- Snack di ogni tipo: consideratene almeno uno/due al giorno perché rendano il vostro trekking e i momenti di pausa ancora più piacevoli.

- Bastoncini da trekking: se avete problemi alle ginocchia o li volete evitare i bastoncini vi saranno di grande aiuto soprattutto durante le discese ripide.

- Un libro o le carte da gioco: per passare un po’ il tempo quando alle 18.30 avrete già finito di mangiare

Vitto e alloggio lungo i percorsi

Mi stupisce davvero costatare quante poche parole positive siano state spese sull’alloggio in Teahouse. “Basic” è la parola più frequente che viene utilizzata per descriverle e ho capito, non saranno certo hotel a cinque stelle ma vogliamo considerare il contesto in cui si trovano? Dispersi tra le montagne a giorni di cammino dalle città principali, là dove il trasporto di qualunque materiale è un’impresa epica: come minimo questi lodge bisognerebbe catalogarli come fantastici, una manna dal cielo, un lusso inaspettato che noi sulle Alpi dovremmo soltanto invidiare!

Poon Hill trek

Le regioni dell’Everest, dell’Annapurna, del Langtang e del Manaslu prevedono la sistemazione in Teahouse. Questi lodge, alcuni dei quali per dimensioni non hanno niente da invidiare alle guest house di Kathmandu, offrono semplici stanze ordinate a due o tre letti, nella maggior parte dei casi singoli ma a volte anche ad una piazza e mezza. I letti sono provvisti di copri materasso, cuscino e piumone, il tutto apparentemente piuttosto pulito. I piumoni vi terranno bene al caldo se utilizzati in aggiunta al vostro sacco a pelo ma se usati da soli (con solo un sacco lenzuolo) potrebbero non essere sufficienti.

Langtang Trek - Lhasa Hotel @ Langtang

Le pareti dei lodge sono molto sottili, spesso fatte di compensato se non addirittura di bamboo intrecciato. Se avete il sonno leggero vi converrebbe portarvi dei tappi per le orecchie. Il bagno e la doccia sono quasi sempre in comune (ma esistono anche sistemazioni con bagno privato) e in molti casi entrambi si trovano all’esterno dell’edificio. Nella maggior parte dei casi si tratta di turche senza sciacquone (per “tirare l’acqua” si usa il secchiello) ma vi capiterà anche di trovare bagni all’occidentale. E’ sicuro che non troverete mai la carta igienica per cui portatela con voi!

Poon Hill trek - See You G.H.

La maggior parte dei lodge dispone di acqua calda, anzi bollente, che viene prodotta con i pannelli solari o con il gas. In alcuni casi, soprattutto se la doccia funziona a gas, vi verrà chiesto un contributo extra di 100 rupie (1$) per poterne usufruire.

Langtang Trek - Ganesh G.H. @ Rimchen

In tutti i lodge troverete una stanza comune utilizzata come sala da pranzo e normalmente riscaldata con una stufa a legna posta da qualche parte al centro. Sistemate qualunque cosa bagnata nei pressi della stufa perché si asciughi. 

Langtang Trek - Lhasa Hotel @ Langtang

I proprietari del lodge si aspettano che consumiate i pasti da loro, ragion per cui nel listino prezzi la sola stanza senza consumazioni viene a costare tre/quattro volte di più. Il menù (che è sempre lo stesso a seconda della zona, con la sola differenza del prezzo che aumenta con l’altezza), è sorprendentemente ricco e potrete scegliere tra piatti sia della cucina locale che di quella internazionale, spesso compresa anche la pizza.

Langtang Trek - Lhasa Hotel @ Langtang

Sul cosa sia meglio scegliere dipende da quanto siete affamati: i momo (ravioli ripieni) sono sempre 10 e potrebbero non soddisfare il vostro appetito, le zuppe anche, a meno che non siano con i noodles. I piatti di riso e noodles sono spesso porzioni abbondanti, un ottimo rapporto qualità/prezzo ma solo con lui, con il piatto nazionale, il mitico Dhal Bhat verranno a chiedervi se ne volete ancora! Fate dunque le vostre valutazioni in base al budget che avete deciso di spendere.

Se siete amanti della birra preparate un’ampia scorta di contanti perché arriverete a pagarla anche 750 rupie (7$). In generale comunque l’assunzione di alcool non è raccomandata quando si viaggia in quota per via del suo effetto disidratante che potrebbe favorire l’insorgere del Mal di Montagna.

Poon Hill trek

Nella maggior parte delle Teahouse potrete comprare anche degli snack ma sempre per via del costo vi conviene fare rifornimento prima di partire. Lo stesso vale per l’acqua: portate con voi delle pastiglie o delle gocce per purificare quella che troverete in loco, una soluzione ecologica oltre che economica.

Assicurazione

Partire con un’assicurazione di viaggio adeguata nel caso del Nepal è fondamentale. Qualora dovesse succedervi qualcosa durante un trekking e l’unica maniera di raggiungere l’ospedale più vicino fosse in elicottero questo potrebbe infatti costarvi fino a 5000$.

Se vi siete affidati ad un’agenzia seria, in caso di incidente e necessità del soccorso in elicottero, sarà lei stessa ad organizzare il tutto. E’ importante che comunichiate a loro i dati della vostra assicurazione e che vi accertiate di essere coperti per le attività che andrete a fare. La maggior parte delle assicurazioni copre il trekking fino ai 4000 metri per cui se avete intenzione di andare oltre cercate l’assicurazione che fa per voi.

Ricordatevi: con le montagne non si scherza! Nel breve periodo che ho passato in Nepal ho sentito di un sacco di gente che è dovuta rientrare in elicottero perché si è sentita male o perché si è infortunata. Questo non vuol dire che debba per forza succedere anche a voi ma tanto vale non rischiare ed essere protetti in caso di bisogno!

Ricapitolando i Costi

La cosa più conveniente per chi abbia un pochino di tempo da perdere è sicuramente quella di evitare le prenotazioni online e di fare tutto direttamente sul posto. Una volta arrivati a Kathmandu o a Pokhara, passate in rassegna qualche agenzia e vedete quello che vi offrono. Sarebbe ovviamente meglio arrivare già con un minimo di preparazione o almeno una vaga idea di quello che si vorrebbe fare.

Il prezzo può variare molto a seconda della zona che sceglierete per il vostro trekking, soprattutto se per arrivarci è necessario prendere un volo interno o se l’area rientra tra quelle “Restricted” per cui vi sono dei permessi maggiorati da pagare (nel caso dell’Upper Mustang per esempio si parla di un permesso di ben 500$!).

Una volta scelta l’agenzia il mio suggerimento è che contrattiate soltanto il prezzo della guida, facendovi carico di ogni altra spesa lungo il percorso, ovvero vitto, alloggio, permessi e trasporto. Come già vi accennavo il costo di una guida professionale si aggira intorno ai 20/25$ al giorno per cui non vi resta che moltiplicare questa cifra per il numero di giorni che pensate di passarci insieme. Nel caso decidiate di ingaggiare anche un “porter” per trasportarvi lo zaino fate conto di aggiungere altri 15$ al giorno.

Il costo del cibo lo vedrete aumentare con l’altezza: momo, riso e noodles vi costeranno in media 400 rupie al piatto mentre il Dhal Bhat arriverà fino a 600. Le bevande calde si aggirano intorno alle 100/150 rupie mentre la birra, come vi dicevo, arriva a costare fino a 750 rupie.

Il costo della camera varia a seconda della struttura e della zona: mentre in Langtang non ho mai pagato più di 300 rupie a notte (in alcuni casi con anche il bagno in camera), nella zona dell’Annapurna sono arrivata ad un massimo di 500.

Poon Hill trek

Per vitto e alloggio senza alcolici mettete dunque da parte 15/20$ al giorno a seconda dell’altezza e il tutto comprensivo di stanza, colazione, pranzo, cena e un paio di bevande calde. Questo è quello che io ho speso essendo da sola. Qualora foste in due o più ovviamente fate conto di risparmiare sia sul costo della guida che su quello della stanza.

Sul discorso mance non esiste una regola fissa ma se siete soddisfatti del servizio reso dalla vostra guida lasciatele una mancia che corrisponda almeno al 15% del suo costo complessivo. Portatevi quindi contanti a sufficienza per coprire tutte le spese e una scorta extra per qualunque evenienza.

Che dite, pensate di potercela fare? Nepal: è ora di andarci!

Nepali people

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About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.

9 Comments

  1. Utilissimo post! Il Nepal è uno dei luoghi che vorrei visitare, facendo trekking naturalmente.

    • Grazie!!! Te lo stra consiglio! Il paese e i nepalesi sono strepitosi e sicuro ti rimarrà nel cuore! Io ho in progetto di ritornarci già l’anno prossimo sempre a novembre! ;-)

  2. Ciao a tutti! Vorrei fare una domanda a chi ha già fatto questo viaggio in Nepal: è possibile noleggiare l’equipaggiamento necessario una volta arrivati a Kathmandu?

    • Ciao Giada, scusami il ritardo nella risposta ma non ho avuto connessione per un po’. Personalmente non conosco alcun negozio dove sia possibile noleggiare attrezzatura per il trekking, tantissime sono invece le possibilità per acquistare equipaggiamento a prezzi inferiori rispetto ai nostri. Può essere che prenotando tramite qualche agenzia locale abbiano a disposizione articoli da noleggio ma su questo non posso garantire. Sonia

  3. ciao!grazie per i tuoi consigli li trovo utilissimi nella preparazione per il giro dell’Anapurna( a brevissimo!)! avrei una domanda da farti!
    Sono molto preoccupata del passaggio dai 4mila metri in su fino al ritorno ai 3mila, ho sentito dire che ci potrebbe essere la possibilità di affittare un cavallo per quelle 3 tappe in super altitudine ma, non riesco a trovare dei buoni riferimenti via internet su costi e eventuali prenotazioni. Sapresti qualcosa?ammetto che sono molto molto preoccupata di dover arrivare li e non sentirmi poi in forze per farcela in quelle tappe.
    Grazieee:) e grazie mille già per i consigli già dati sul sito.
    Chiara

    • Ciao Chiara, la possibilità di noleggiare un cavallo esiste sicuramente. Ho chiesto alla mia guida di fiducia che in questo momento sta facendo il giro dell’Annapurna di informarsi riguardo ai costi e non appena mi farà sapere ti passerò parola! Ti ringrazio per i complimenti e a prestissimo! :-)

    • Ciao Chiara, ti dico quello che mi ha riferito la mia guida di fiducia che si trova lì in zona proprio in questi giorni: da Throng Phedi (4450 m.) è possibile noleggiare i cavalli al costo di 150$ che ti portano fino ai 5400 del passo. Se ti serve il contatto di Raj per organizzare il trek mandami pure un messaggio privato alla pagina FB! Spero di esserti stata d’aiuto! :-)

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