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Viaggio alle origini della tradizione natalizia: tutto quello che forse ancora non sapete

Viaggio alle origini della tradizione natalizia: tutto quello che forse ancora non sapete

Vi siete mai chiesti perché il Natale non cada a gennaio, a febbraio, oppure in agosto?

Se il Natale cadesse a gennaio, di questi tempi, forse saremmo più sicuri di passarlo sotto la neve, in perfetto accordo con l’idea di clima natalizio che ci portiamo dietro fin dalla nascita. Ma allora perché continuiamo a festeggiare il Natale proprio il 25 dicembre?

“Perché è nato Gesù bambino” verrebbe forse da dire a chiunque ma, ahimè, la risposta sarebbe sbagliata. Apparentemente infatti non sta scritto da nessuna parte, in nessun testo sacro né in nessun censimento dell’epoca che Gesù bambino nacque proprio quel giorno, anzi, secondo le fonti molto probabilmente nacque addirittura in estate!

Io, sarò sincera, non mi ero mai posta il problema di approfondire la questione, o almeno, mai prima dell’altro giorno quando, nel corso di una visita guidata ad uno dei monumenti più antichi della città di Milano, la Cripta di San Giovanni in Conca, mi è stata data la spiegazione e la risposta alla domanda; e siccome la risposta mi è piaciuta più di quanto mi aspettassi, ho pensato di condividerla con voi, nel caso la cosa vi incuriosisse.

Vi avviso però: continuando a leggere questo articolo, assisterete immancabilmente alla caduta di un mito! :-)

Cripta di San Giovanni in Conca

Cripta di San Giovanni in Conca

La verità è che la storia risulta un pochino più complessa di quanto la si potrebbe ridurre soffermandoci semplicemente alla nascita di Cristo. E’ necessario guardare a tempi più antichi e ad un orizzonte geografico molto più esteso di quello descritto nei Vangeli, che dovrebbe quindi spaziare da Oriente a Occidente, arrivando a coprire tutto il pianeta e a riguardare quasi tutte le civiltà.

Quello che dobbiamo fare, per cominciare questo discorso rivelatore, è guardare al cielo, esattamente verso il Sole, colui che, per millenni, è stato venerato come somma divinità dai popoli di tutto il mondo. Il Sole, fedele dispensatore di calore, di albe e di tramonti indimenticabili, colui che fortunatamente non ha ancora deciso di abbandonarci, per chissà quale ragione, è andato piano piano a perdere d’importanza, fino ad essere rimpiazzato da altre divinità create a nostra immagine e somiglianza. Cosa dite, forse che gli antichi ritenessero che una divinità dall’aspetto umano potesse riscuotere più successo tra la popolazione di una semplice palla infuocata? La storia dimostra che non si sbagliavano!

Calendario maya

Culto del Sole presso la civiltà Maya

Importante è focalizzarsi sull’evento del Solstizio d’Inverno (che cade generalmente tra il 21 e il 22 di dicembre) quando il Sole darà luogo alla giornata più corta dell’anno prima di invertire la sua rotta apparente e riprendere il cammino verso la Primavera, regalandoci giornate sempre più lunghe. Per gli antichi romani di culto pagano, il Solstizio d’Inverno rappresentava un’occasione da celebrare in quanto momento di stallo (sol- ”sole”, -sistere ”fermarsi”) prima della cosiddetta “Rinascita del Sole” che diventava – e ancora diventa – visibile proprio tra il 24 e il 25 dicembre.

I festeggiamenti, secondo le cronache, si protraevano per una settimana (dal 17 al 23 dicembre) ed erano detti i Saturnalia, ovvero i giorni dedicati al culto del Dio Saturno, divinità dell’abbondanza connessa con l’agricoltura. I Saturnalia avevano inizio con grandi banchetti e con sacrifici, in un crescendo che poteva addirittura assumere caratteri orgiastici; i partecipanti usavano scambiarsi gli auguri, accompagnati da piccoli doni simbolici, detti strenne (da cui, ancora oggi, le strenne natalizie, ovvero i nostri regali).

Il culto della “Rinascita del Sole” conseguente al Solstizio d’Inverno e che gli antichi romani chiamavano del Sol Invictus, era comunque un culto di origine orientale già celebrato in Siria ed Egitto nella notte tra il 24 e il 25 dicembre e strettamente collegato con il culto di un’altra grande divinità solare, ancora più antica, menzionata già nei testi vedici dell’India, in Persia e successivamente anche in Grecia: stiamo parlando del dio Mitra, un dio guerriero, un giovane sbarbato e dal bell’aspetto, vestito con abiti orientali e che riscosse particolare successo soprattutto tra i membri dell’esercito romano e tra gli imperatori stessi.

Mitra Tauroctonia

Il fatto che il discorso riguardo alle origini della tradizione natalizia sia cominciato proprio all’interno della Cripta di San Giovanni in Conca, nel sottosuolo dell’odierna Piazza Missori, a Milano, non è dunque casuale: si pensa infatti che questa potesse essere un antico luogo di culto del dio, ovvero un cosiddetto tempio Mitreo. In ogni Mitreo – che doveva consistere in  una cavità, in una grotta naturale o in un edificio artificiale che imitasse una caverna,  il posto d’onore veniva sempre occupato da una rappresentazione del dio Mitra, in genere raffigurato nell’atto di uccidere un toro sacro (tauroctonia): un chiaro riferimento quindi al prevalere della luce sulle tenebre e ad un rinnovamento che possa riportare alla vita.

Date le affinità, culto di Mitra e culto del Sol Invictus, all’interno della società romana , finirono ben presto col sovrapporsi ponendo le basi per la scelta politica che spinse l’imperatore Costantino a scegliere il 25 dicembre come data per il festeggiamento della nascita di Cristo. Nonostante il culto di Mitra fosse un culto misterico, di cui non ci è dato sapere molto se non quello che ci è stato tramandato da alcuni autori cristiani, sembrerebbe che i punti in comune con il rito cattolico fossero molti: così come l’accesso al culto misterico prevedeva un rito di iniziazione con l’acqua lustrale, così infatti il battesimo cristiano prevede l’utilizzo della stessa; così come il rito mitraico terminava con un banchetto, la comunione cristiana prevede il momento dell’eucarestia; il giorno di nascita di Mitra inoltre, veniva festeggiato proprio il 25 dicembre.

E' probabile che la corona di raggi del Sol Invictus abbia dato ispirazione per la nascita dell'aureola nella simbologia cristiana

E’ probabile che la corona di raggi del Sol Invictus sia servita da ispirazione per la nascita dell’aureola nella simbologia cristiana

Nel momento in cui Costantino – per l”Occidente – e Licino – per l’Oriente – decisero di concedere la libertà di culto a tutti gli abitanti dell’Impero con l’Editto di Milano del 313 d.C, preferirono quindi attuare una scelta politica non divisiva. Decisero semplicemente di riprendere le tradizione più antiche, che erano già diffuse e sentite all’interno della società e di adattarle al nuovo culto emergente, facendo leva su tutti gli elementi di affinità possibili, arrivando quindi ad utilizzare la stessa data del 25 dicembre come giorno in cui festeggiare la nascita di Gesù. Ecco perché quindi il Natale non cade a gennaio, a febbraio e neppure in agosto! :-)

La Cripta di San Giovanni in Conca fa oggi parte del circuito di siti archeologici della Milano sotterranea, è tenuta aperta dai volontari del Touring Club Italiano ed è visitabile dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 17.30.

 

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About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.

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