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Viaggio in Nepal: letture consigliate

Viaggio in Nepal: letture consigliate

Se siete diretti in Nepal non posso fare altro che augurarvi buon viaggio, sicura che lo amerete, ma nel frattempo vi consiglio anche quattro letture! Personalmente ho apprezzato moltissimo il libro di Luca Trevisan, un racconto che si legge tutto d’un fiato. Dalle sue parole emerge il ritratto di un popolo che pur non chiedendolo, continua ad avere bisogno del nostro aiuto.

Per ulteriori spunti di lettura guardate anche La mia libreria di viaggio

1. “SETTE punto OTTO” di Luca Trevisan

Sette punto Otto

Nell’aprile 2015 una spedizione italiana di alpinisti si reca in Nepal per scalare il Lhotse (8516 m), la quarta montagna della terra. Fanno parte della spedizione quattro scalatori e alcuni trekker diretti al Campo Base dell’Everest. Tra questi, Luca Trevisan di Vicenza, l’autore del libro. La spedizione, capeggiata dal forte alpinista Mario Vielmo, viene improvvisamente interrotta dal disastroso terremoto di magnitudo 7,8 che il 25 aprile sconvolge il Nepal. Il libro ripercorre le vicende di quei giorni, raccontate dal punto di vista di chi le ha vissute in prima persona: a partire dalle esperienze tra le seducenti meraviglie di Kathmandu e della catena himalayana, fino alla tragedia del sisma che ha ferito il paese e colpito il suo popolo.

2. “Il Leoprado delle Nevi”di Peter Matthiessen

Il Leopardo delle NeviNella primavera del 1972, Peter Matthiessen si imbatte a New York nel celebre naturalista e zoologo George Schaller, che gli avanza subito una proposta: unirsi a lui, nell’autunno dell’anno successivo, per una spedizione fino al Nepal nordoccidentale, vicino alla frontiera tibetana, dove non è raro avvistare il più bello e più affascinante dei grandi felini: il leopardo delle nevi, il mitico animale di cui tutti parlano e che nell’ultimo quarto di secolo solo due occidentali, tra cui Schaller stesso, hanno visto davvero. L’idea di visitare il Nepal, di approssimarsi passo passo alla più imponente catena montuosa del mondo, di arrivare alla Montagna di Cristallo e andare alla ricerca di una leggendaria creatura, è così allettante per Matthiessen che, il giorno di settembre del 1973 fissato per l’appuntamento con Schaller, si presenta puntualissimo, e perfettamente equipaggiato per la spedizione, all’albergo di Katmandu prescelto. Pubblicato per la prima volta nel 1978, Il leopardo delle nevi è considerato da allora non uno dei più grandi libri di viaggio di sempre.

 

3. Flash Kathmandu il grande viaggio di Charles Duchaussois

Flash KathmanduQuando Duchaussois visse la sua avventura straordinaria e terribile erano altri tempi, diversi da quelli di oggi. Sono passati quasi quarant’anni e già l’epopea degli hippies, dei “figli dei fiori”, di coloro che cercavano, in un Oriente favoleggiato, un’illuminazione che in realtà aveva soltanto il volto sinistro della droga, ci pare fuori dal tempo. Crederlo tuttavia sarebbe sbagliato. La droga continua più che mai la sua marcia mortale e gli hippies di trent’anni fa non sono differenti dai tanti ragazzi che ogni giorno bruciano la loro fragile esistenza alla ricerca di un’estasi sempre più illusoria. Per questo la tremenda “discesa agli inferi” di Duchaussois rimane un monito inquietante e attuale, la testimonianza di una minaccia sempre in agguato.

4. Sette Fiori di Senape di Conor Grennan

Sette-fiori-di-senapeQuando varca il cancello azzurro dell’orfanotrofio Piccoli Principi, vicino a Kathmandu, Conor non sa ancora che la sua vita sta per cambiare per sempre. In realtà il suo primo pensiero di fronte a quel branco festante che lo accoglie saltandogli addosso è la fuga. Ma con il passare dei giorni si accorge che di quei bambini, che non hanno nulla e sanno fare tanto con poco, come costruire una macchinina con una bottiglietta di plastica, di quei bambini non può più fare a meno.
Mesi dopo, appena tornato in America, Conor riceve una mail devastante. Sette bambini di cui si era preso cura sono scomparsi. Rapiti. Forse per farne bambini soldato. Forse destinati al mercato delle adozioni illegali, o addirittura del traffico d’organi. In un istante, il ragazzo prende una decisione. Deve tornare in Nepal e ritrovare quei bambini. A qualunque costo.
Senza indizi, senza conoscere la lingua, armato solo di alcune foto e di un’indefettibile determinazione, Conor si mette sulle loro tracce. Dovrà sfidare le connivenze, quando non la complicità, delle autorità con personaggi loschi ma intoccabili. Dovrà fare affidamento su persone di dubbia lealtà. E, soprattutto, dovrà mettersi in marcia sui più impervi sentieri himalayani. Fino a rischiare la sua stessa vita.

5. Forget Kathmandu di Manjushree Thapa

Forget KathmanduÈ il 2001, ed è appena iniziato il mese di giugno, quando le maggiori agenzie giornalistiche internazionali diffondono questa sconvolgente notizia proveniente da Kathmandu: venerdì, come ogni terzo venerdì del mese, alle 7.30 di sera, il principe ereditario Dipendra ha imbracciato due mitragliatori e ha ucciso nove membri della famiglia reale, tra gli altri suo padre re Birendra e sua madre la regina Aishwarya. Il principe si è poi sparato un colpo dipistola alla testa… Un libro ci conduce nel paese reale teatro di questi cruenti avvenimenti; un paese che non è affatto un regno abitato da candidi campagnoli, ma una terra complessa, dove imperversano monarchi capricciosi e tiranni, ma anche guerriglieri maoisti e indù fanatici e crudeli.

6. Aria Sottile di Jon Krakauer

Aria SottileL’Everest o Dea del Cielo è sempre stato oggetto di fascinazione, ossessione e desiderio sia per gli alpinisti sia per i sognatori. Ormai, se si ha il denaro necessario, è alla portata di tutti. Basta prenotarsi in una delle poche agenzie turistiche specializzate in emozioni estreme e firmare l’assegno. Quando nel maggio del 1996 Krakauer fu inviato dalla prestigiosa rivista Outside a partecipare a una spedizione sull’Everest per scrivere un articolo sulla proliferazione delle scalate a pagamento condotte da guide professioniste, sembrò il logico coronamento di una carriera che era riuscita a combinare le sue due passioni: l’alpinismo e la scrittura. Il 10 maggio, però, una tempesta colse di sorpresa le quattro spedizioni che si trovavano sulla cima. Alla fine della giornata nove alpinisti erano morti, incluse due delle migliori guide. Krakauer è tra i fortunati che sono riusciti a ridiscendere «la Montagna». Aria sottile è molto più che la cronaca di quella tragedia; oltre ad offrire un punto di vista privilegiato – quello della prima persona – su una vicenda che a distanza di quasi vent’anni fa ancora discutere, offre soprattutto un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota e una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare. Krakauer descrive in modo indimenticabile la fatica di esistere e ancor più di muoversi a 8000 metri. È un acuto esaminatore dell’ascetismo masochistico che spinge gli alpinisti; sa che per voler salire sull’Everest bisogna avere una buona dose di follia. La sua storia contiene quella che deve essere l’essenza dell’inferno: l’infinita capacità delle cose di divenire peggiori di quello che temi. Grazie alla sua straordinaria capacità narrativa che rende vivido il racconto di ogni passo sulla montagna e alla feroce critica delle decisioni prese lassù quel 10 maggio, Krakauer ha scritto un bestseller che è diventato ormai il classico indiscusso della letteratura di montagna.

7. Cometa sull’Annapurna di Simone Moro

Cometa sull Annapurna_Sovra.inddSimone Moro in questo libro racconta la spedizione sull’Annapurna del 1997 che è costata la vita ai suoi due compagni di cordata e che lo ha visto “miracolosamente” sopravvissuto alla valanga che ha ucciso gli altri e che lo ha fatto volare 800 metri. E così parte dalla sua infanzia e cerca di spiegare come mai ha fatto della montagna il suo mestiere, perché scalare è la sua vita, e che cosa significhi per lui raggiungere la vetta. Ci racconta le sue esperienze, le sue paure, i suoi dubbi e la grande indimenticabile amicizia tra lui e Anatoli Boukreev, il grande alpinista russo morto sull’Annapurna.

8. In Ginocchio sulle Ali di Simone Moro

In ginocchio sulle aliIn quale momento della sua esistenza sia nato l’amore per il volo e gli elicotteri Simone Moro non lo ricorda esattamente. Ricorda in compenso molto bene la prima volta che si è trovato in serie difficoltà su una montagna importante e che avrebbe voluto che l’elicottero fosse venuto a salvarlo: era il 1993 ed era sulla sud dell’Aconcagua con Lorenzo Mazzoleni a tentare l’invernale della vetta sudamericana. L’elicottero non arrivò perché non fu possibile organizzare il soccorso: fu quella, a detta del bergamasco, una delle prime volte che si rese conto di quanto ciò che noi occidentali diamo per scontato, in alcune parti del mondo rappresenti invece un’eccezione rarissima e costosa.

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About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.

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