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Dieci buoni motivi per visitare il Giappone a gennaio

Dieci buoni motivi per visitare il Giappone a gennaio

Quali sono le prime immagini che vi vengono in mente sognando un viaggio esotico a gennaio? Non vi biasimerei se fossero spiagge baciate dal sole, palme che si muovono al vento, mare turchese, maschera e boccaglio? Beh, in tal caso vi consiglio di leggere il mio articolo sui più bei siti di immersione nelle Filippine oppure di dare un’occhiata al mio itinerario sull’isola di Cuba! :-)

Ma avete mai pensato invece ad una vacanza invernale oltreoceano con il freddo, la neve e tutti gli annessi e connessi che una stagione come questa potrebbe comportare, magari in un paese così diverso dal nostro come il Giappone? Lo so, laggiù avevate forse pensato di andarci nel mese di aprile, con i ciliegi in fiore, oppure in estate, per godervelo in maglietta e pantaloncini o magari in autunno, chissà, per vedere i colori delle foglie che cambiano.

Tutte ottime idee certamente ma qui vi voglio stupire con dieci buoni motivi per cui il Giappone potrebbe rientrare a pieno titolo nella top list delle destinazioni più magiche da esplorare in inverno, proprio durante quei mesi che erroneamente vengono considerati come i meno ospitali. Gennaio in Giappone dunque, perché no! Se la cosa vi stuzzica, continuate a leggere e cominciate a farci un pensierino per il prossimo anno!

1. Ci sono meno turisti

Davvero ormai l’abbiamo tutti ben presente di come l’esperienza a contatto con la meraviglia di un luogo, per quanto quest’ultima rimanga lo stesso tale, possa essere ampiamente influenzata (e spesso rovinata) dalla presenza di tanta, troppa gente. Dover fare a gara per accaparrarsi il punto migliore da cui scattare la classica foto da cartolina, ritrovarsi immischiati in una massa intenta a scattare selfies, tra voci urlanti e spesso irrispettose; bo io personalmente non ci trovo nulla di così entusiasmante in tutto questo e vado invece sempre in cerca dell’opposto.

Il Giappone in inverno – devo ammetterlo – non è che sia esattamente un deserto: mi sono ritrovata anch’io in coda aspettando un tavolo in un ristorante di Kamakura nel weekend, assediata da gruppi di Filippini nei giardini zen dei templi di Kyoto e a camminare tra la folla il giorno della Festa della Maggiore Età, ma il tutto è stato pur sempre estremamente gestibile e non ho mai comunque trovati i treni pieni, tutti gli hotel al completo o gli onsen congestionati; anzi, a dir la verità io gli onsen me li sono quasi sempre goduta da sola! :-)

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2. I prezzi degli hotel sono più economici

L’altro vantaggio del viaggiare in bassa stagione (tolto quindi il periodo del nostro e del Capodanno cinese) è proprio quello di trovare super offerte e prezzi abbordabilissimi per sistemazioni di buona, se non addirittura ottima categoria.

Ryokan

Stanza tradizionale nel Ryokan Tsazumikan a Kamimoku

Kanazawa

Hotel Mystays Kanazawa Castle

3. Il ramen è ancora più buono

Missione ramen! Trovare il ramen perfetto e stilare una classifica di quelli già provati diventa un po’ una prassi per tutti coloro che si recano in visita Giappone ed è un modo sempre interessante per entrare a contatto con la cultura locale attraverso i suo sapori. Trattasi in fondo di un’arte, quella di preparare piatti che soddisfino non solo il palato ma anche la vista e in questo c’è da elogiare i cuochi Giapponesi come degli eccezionali maestri: non solo in Giappone ci sono infatti forse più stelle Micheline che in ogni altra parte del mondo ma dal 2019 la cucina tradizionale giapponese (detta washoku, ovvero “armonia del cibo”) è addirittura entrata a far parte della lista Unesco come Patrimonio intangibile dell’Umanità. Un’arte questa che i cuochi giapponesi sono anche abili a mettere in pratica nel riproporre piatti di altre tradizioni, asiatiche e non. Insomma, è proprio vero che i Giapponesi quando si mettono a fare una cosa finiscono col farla in maniera eccellente!

Ramen

Ebbene, pur essendo apparentemente di lontana origine cinese, la shina soba (“zuppa cinese”, detta appunto ramen) è entrata a far parte a pieno titolo dei piatti più amati e diffusi su tutto il territorio giapponese, tanto da esserne diventata quasi un’icona culturale. Ne esistono un’infinità di varianti legate sia al territorio che al cuoco stesso ma in linea di massima le differenze sostanziali possono riguardare sia il tipo di noodles che il tipo di brodo.

Ramen

Udon Soba

Ramen

Qualunque diventerà il vostro ramen preferito, ditemi comunque ora: che cosa c’è di più bello, salutare e rigenerante che gustarsi una meravigliosa zuppa di noodles bollente quando fuori fa freddo? L’usanza vuole che più si faccia rumore sorseggiando il brodo, maggiore sia l’apprezzamento!

Ramen

4. Onsen e freddo: un connubio perfetto!

Vi immaginate cosa sarebbe immergervi in una vasca d’acqua bollente quando fuori ci sono 30° e l’umidità è al 90%? Non credo vi verrebbe così tanta voglia di farlo e sarebbe un grande peccato perché l’onsen è forse una tra le cose più giapponesi che si possano trovare in Giappone e farne esperienza, di certo, una tra più memorabili!  Immaginatevi quindi, al contrario, di immergervi in una vasca d’acqua bollente, quando fuori ci sono 0°e la natura è ricoperta di candida neve. Magico vero? Ebbene questo è di certo uno tra i principali modi per rendere il vostro viaggio in Giappone in inverno un vero toccasana, magari proprio ritagliandovi in ogni singola giornata il vostro momento onsen, che sia all’interno di un ryokan o di un bagno pubblico in città.

Onsen

Rotenburo nel Ryokan Tsazumikan

Se non avete bene capito di che cosa si tratti, ve lo spiego qui di seguito: dicesi onsen una sorgente di acqua termale molto calda – la cui temperatura si aggira intorno ai 40° – e caratterizzata da proprietà benefiche. In Giappone l’utilizzo degli onsen come bagni pubblici – più che come luoghi di cura – risale al periodo in cui non tutte le case erano dotate di un bagno in cui potersi lavare e rimane quindi ancora oggi una tradizione, seppur concepita non tanto  come una necessità, se non più come momento di relax per il corpo e per la mente. Onsen (sorgente termale) e sento (bagno pubblico) sono dunque oggi due parole che quasi si equivalgono ma la differenza sta proprio nelle proprietà dell’acqua, termale solo nel primo caso.

Onsen

Sento nell’Hotel Mystays Kanazawa Castle

Di onsen e sento se ne trovano un’infinità sparsi per tutto il Giappone; vi sono famose stazioni termali che recano nel nome la parola onsen, onsen all’aperto (i rotenburo), onsen nei ryokan e negli hotel, onsen pubblici e privati, onsen piccoli e intimi, onsen più grandi, come fossero le nostre spa o addirittura onsen concepiti come parchi di divertimento. Insomma, la parola onsen oggi viene utilizzata in mille modi ma le regole per la fruizione, salvo rare eccezioni, sono sempre le stesse e possono essere riassunte come segue:

Onsen Rules

- svestirsi completamente (negli onsen si entra nudi, divisi maschi e femmine, salvo casi eccezionali) e riporre i propri vestiti negli appositi armadietti

- lavarsi per bene prima di entrare nelle vasche e farlo seduti sui seggiolini onde evitare di schizzare chi vi sta intorno (mentre nei ryokan troverete prodotti di ogni sorta, negli altri bagni pubblici dovrete portarvi tutto voi)

- non fare foto

- non mangiare o bere

- non nuotare né fare casino

- asciugarsi prima di rientrare nello spogliatoio (con l’asciugamano che vi siete portati)

5. Aumentano le chance di vedere il Monte Fuji

Ebbene si, questa è ovviamente una cosa che non vi posso promettere ma è vero che tendenzialmente l’inverno sia la stagione in cui lo schivo Monte Fuji – in altre stagioni più probabilmente nascosto dietro a una coltre di nubi e foschia - si mostri con più facilità agli occhi dei visitatori e che addirittura si riesca ad intravedere fin dalla città di Tokyo! Purtroppo per gli amanti delle scarpinate, scalarne la vetta in inverno non è possibile ma la vista del Fuji-San ricoperto da un abbagliante cappotto di neve e con lo sfondo del cielo azzurro vi regalerà comunque un’immensa emozione. E’ lui infatti di certo il simbolo indiscusso del paese del Sol Levante!

Fuji San

Fuji San, vista dal Lago Kawaguchiko

Fuji San

Fuji San, vista da Tokyo

6. Abiti tradizionali per la Festa della Maggiore Età

Pensando al Giappone – è quasi scontato – una delle prime immagini che balzano alla mente, è quella del kimono, ovvero del costume nazionale. Che sia una geisha ad indossarlo, una vecchietta agghindata per le feste o un uomo non importa, è sicuro che attirerà la vostra attenzione in quanto simbolo dell’eleganza e della grazia nipponica.

Kimono

Il secondo lunedì del mese di gennaio in Giappone si festeggia il Seijin no hi, ovvero la Festa della Maggiore Età per tutti quei ragazzi e ragazze che hanno compiuto o compiranno i 20 anni tra il 2 di aprile dell’anno precedente e l’1 di aprile del nuovo anno e questa sarà la vostra occasione per ammirare gli abiti tradizionali indossati appunto dai festeggiati, i quali si riversano per le strade e nei templi (spesso seguiti da un fotografo) in cerca della foto ricordo perfetta.

Kimono

La celebrazione del Seijin no hi sembrerebbe trovare radici in un lontano passato, apparentemente nell’anno 714 d.C. quando un principe, proprio per segnare il passaggio all’età adulta, cambiò il suo modo di vestire e la propria acconciatura. Festa nazionale solo dal 1948, il Seijin no hi, dall’anno 2000 si festeggia di lunedì per onorare il sistema del cosiddetto Happy Monday, una riforma del calendario lavorativo che regala quindi ai giapponesi un giorno in più di ferie oltre il weekend.

7. Le scimmie della neve…nella neve!

Ebbene questa è stata di certo una delle prime cose che mi sono imposta di fare nel mio viaggio in Giappone in inverno, ovvero di andare a fare visita alle buffe Snow Monkeys a mollo nel loro onsen. Quale periodo migliore avrei potuto infatti trovare se non quando fuori c’è la neve?? Vi devo dire tutta la verità però: immaginavo già che si trattasse di un luogo costruito apposta per il turista e in effetti ne ho avuto la conferma e per quanto assistere alle interazioni tra le scimmie e ammirare il loro modo così umano di godersi l’acqua calda termale sia stato certamente divertente, resta il fatto che quello a cui vi troverete di fronte non è altro che uno zoo in cui gli animali vengono nutriti per mantenerli sempre in loco.

Snow Monkey 1

Macachi giapponesi al Jigokudani Monkey Park

Snow Moneky 2

Ciò che mi fa dire che sia valsa veramente la pena di andare fin là è stato dunque non solo visitare il Jigokudani Monkey Park – personalmente non farei mai il viaggio a/r in giornata da Tokyo – ma unire a questa pur sempre piacevole camminata nel bosco innevato, l’esperienza fatta in ryokan (Suminoyu) e nella stazione termale di Shibu Onsen, un villaggetto di montagna che vanta la presenza di ben 9 bagni pubblici, ognuno con diverse proprietà curative. Girare con lo yukata (vestaglia tradizionale giapponese)e gli zoccoli per il paese a caccia degli onsen credetemi, sarà una delle esperienze più esilaranti e memorabili del vostro viaggio in Giappone!

Ryokan

Il kotatsu, tavolo giapponese riscaldato nella stanza del ryokan

8. Per chi ama gli sport invernali…

Sciare o ciaspolare è la vostra passione? Allora siete arrivati nel posto giusto perché sembrerebbe che farlo nel paese del Sol Levante sia qualcosa di assolutamente speciale e questo per via della neve particolarmente polverosa. Ora, se il non plus ultra per una vacanza all’insegna degli sport invernali dovrebbe essere l’isola di Hokkaido, ovvero l’estremo nord del paese, è vero anche che arrivarci comporterebbe necessariamente un dispendio maggiore di soldi e di tempo; puntare dunque alla Hakuba Valley per esempio, nella Prefettura di Nagano (dove si sono tenute le Olimpiadi invernali del 1998), potrebbe essere un ottimo ripiego e sicuramente più facile da inserire nel vostro itinerario per un primo assaggio di neve made in Japan!

9. Saldi!

Tutto il mondo è paese e anche in Giappone gennaio è il mese dei saldi! Aspettate il mio prossimo articolo sui quartieri più fighi di Tokyo ed è sicuro che già soltanto lì troverete pane per i vostri denti.

10. Tokyo illuminata

Come se non bastasse in una città già ampiamente illuminata al neon, Tokyo non si sveste delle luci natalizie subito dopo le festività, bensì continua a mantenerle fieramente ancora per qualche tempo, in alcuni casi fino alla metà o fine di febbraio. Consultate il sito di Japan Guide per maggiori informazioni a riguardo e sul dove trovarle.

Tokyo By Night

Cosa ve ne pare allora? Vi ho convinto? Pensate, non dovrete neanche sbattervi più di tanto nel preparare la valigia perché le cose che vi serviranno le avrete già lì pronte e a disposizione nell’armadio. Non ci sarà nessun bisogno di scoperchiare il reparto estivo.

Freddo non ti temo! Il Giappone è lì che vi aspetta! WAKU WAKU!!!

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About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.

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