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Durga, la Grande Dea

Durga, la Grande Dea

Come già vi raccontavo qualche mese fa nel post Kirtimukha, il “volto di gloria, nella mitologia hindu capita spesso che la furia di un dio venga esteriorizzata sotto forma di un essere divino autonomo che, nella maggior parte dei casi, assume un aspetto mostruoso. E’ successo tuttavia che l’emozione violenta degli dei, in un momento di particolare bisogno, si sia proiettata nella figura di una sublime fanciulla, l’invincibile guerriera meglio conosciuta con il nome di Durga, ”colei che difficilmente si può avvicinare”, la Grande Dea, di cui  le altre divinità femminili delle tradizioni locali ne sono sue manifestazioni. Durga venne creata per sconfiggere  Mahishasura, il demone-bufalo contro il quale neppure Shiva e Vishnu potevano sperare di vincere. Come spesso accade infatti, Mahishasura ottenne da Brahmā, in virtù di straordinarie pratiche ascetiche, la grazia di non poter essere ucciso da nessun maschio, né umano né divino. Di fronte a tale minaccia gli dei tutti si riunirono in cerchio e, gonfi di collera, emanarono le loro energie sotto forma di distese e fiumi di fiamme. I loro fuochi si fusero insieme e assunsero l’aspetto di Durga, provvista di molteplici braccia, simbolo della sua potenza, incarnazione dell’ energia creativa femminile (Shakti). Gli dei consegnarono nelle mani della Dea Suprema le loro armi, gli strumenti e gli ornamenti contenenti le loro caratteristiche e le loro energie particolari: Shiva il tridente, Kāla, il dio del tempo, una spada e uno scudo, Vishnu il suo disco luminoso e Himālaya, il dio delle montagne nonché padre di Parvatī, la tigre (o leone a seconda dell’iconografia), etc. Resa così onnipotente, Durga sconfisse il demone-bufalo spesso raffigurato in forma antropomorfa, sembianze che assunse nel tentativo di sedurre la Dea. (Fonte: Devī Māhātmyam -  Markandeya Purana)

Durga

Nell’India del Sud, a Mahabalipuram, all’interno della grotta Mahishamardini (“che uccide il demone-bufalo”), è conservato uno stupefacente bassorilievo raffigurante Durga, armata di arco e frecce e accompagnata da una schiera di Gana e Yoginī , nell’attimo prima di uccidere Mahishasura che indietreggia ormai senza speranza.

Durga_Slays_Mahisasura

Il festival di Durga (Durga Puja) che durerà per sei giorni fino al 14 ottobre, particolarmente onorato nel West Bengal, in Orissa, in Assam e nel Tripura, prevede alla fine del periodo di grande devozione, l’immersione in acqua degli idoli di argilla raffiguranti la Dea, lasciando che si riunisca con Shiva, suo consorte. Nel particolare caso della moderna Calcutta, la Durga puja è oggi diventata una sorta di carnevale d’oriente dove gente di ogni provenienza, indipendentemente dal credo religioso si riunisce per divertirsi e per fare pandal-hopping, ovvero passare in rassegna tutti gli stand e i padiglioni di Durga realizzati da studenti locali di arte e architettura. So che questo potrebbe essere ben lungi dall’idea di spiritualità che ognuno di noi dovrebbe avere in mente dell’India, ma l’India, ahimè, è anche questo, e per tanti aspetti assolutamente un paese kitsch tendente al trash! 

Molto interessante sarebbe andare a Calcutta qualche giorno prima dell’inizio delle celebrazioni per ammirare gli artisti mentre finiscono di decorare i pandal. Poi però forse sarebbe meglio spostarsi verso qualche centro minore alla ricerca della spiritualità perduta!

Durga puja 2014: 30 settembre-4 ottobre

!!! Happy Durga Puja !!!

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About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.

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