Home » EUROPA » Nel “Clubino” di Milano a Casa degli Omenoni

Nel “Clubino” di Milano a Casa degli Omenoni

Nel “Clubino” di Milano a Casa degli Omenoni

Di cosa sto parlando? Ma certamente del circolo per gentiluomini più esclusivo di Milano : il “Clubino”, aperto nel 1901 per scissione dal più antico “Circolo dell’Unione”, e da sempre riservato a soli uomini ( sembrerebbe che le donne siano ammesse solo come ospiti ma certe notizie, tra le quali il costo di iscrizione, vengono elegantemente taciute).

Si tratta, da oltre cent’anni, di un ritrovo per la più operosa borghesia e aristo­crazia illuminata di Milano e dintorni: alle origini proprie­tari terrieri, avvocati, medici, ingegneri, industriali del tessi­le appassionati allo stesso mo­do di impresa e di sport, ele­ganti ed esigenti gentiluomini membri delle famiglie più influenti tra cui Turati, Pirelli, Sforza, Agnelli, Moratti e Tronchetti Provera che oggi, dal 1928, trovano ospitalità nella “Casa degli Omenoni”, in Via degli Omenoni al numero 3.

Così chiamata per via degli otto telamoni (omenoni in milanese, ovvero “grandi uomini’) che ne scandiscono la facciata e il portone di ingresso, venne costruita nel 1565 dallo scultore e cesellatore aretino Leone Leoni, del quale ne divenne abitazione privata insieme al figlio Pompeo Leoni, anch’egli scultore.

2013-09-05 21.47.28

La “Casa degli Omenoni”

Nato in Lombardia da famiglia di Arezzo, Leone fu scultore imperiale al servizio di Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero e di Filippo II di Spagna, nonché incisore della zecca imperiale dal 1542. Nonostante le infinite doti artistiche, non fu però lui a scolpire gli otto telamoni, bensì Antonio Abondio, medaglista e ceroplasta italiano, originario di Riva del Garda.

Le otto figure starebbero a rappresentare otto barbari sconfitti, personaggi ispirati alla statutaria della Roma classica. Nel comparto centrale del fregio che corre sotto la gronda, il suggestivo rilievo con la Calunnia sbranata dai leoni, apparentemente riferimento al carattere irrequieto e aggressivo del proprietario.

"La calunnia sbranata dai leoni"

“La calunnia sbranata dai leoni”

Oggi an­che il pubblico può penetra­re le segrete stanze di via degli Omenoni grazie a un volume illustrato che i soci hanno commissionato a due studiosi di storia — Maria Canella e Germano Maifreda — per gli 80 anni del circolo nella cin­quecentesca sede dietro Piaz­za della Scala (prima fu in via Ber­chet e in via Ugo Foscolo).

Come raccontano i due storici nel libroClubino nella Casa degli Omenoni”, secondo la tradizione dei club inglesi, anche il Clubino nacque come luogo di incontro e svago extra-domestico, ma nel tempo è diventato molto altro: l’incubatore di una clas­se dirigente unita, oltre che dal ceto, dai valori dell’integri­tà, della gentilezza d’animo e della discrezione.

«È un luogo di accumulazione di quelle che gli economisti chiamano le ‘risorse scarse’: la fiducia, la reputazione, le informazio­ni», spiega Germano Maifre­da, ricercatore di Storia econo­mica e sociale dell’età moder­na all’Università Statale di Mi­lano.

Ma «se pensate di venire qui per fare affari con i soci, vi sbagliate di grosso», avvertiva il presidente «Giovannino» Sforza nel suo discorso di ben­venuto ai nuovi iscritti all’ini­zio dei rampanti anni Ottanta. Il regolamento del circolo vie­ta l’ingresso alle sale con cellu­lari, cartelle e valigette.

Nella sala da pranzo dei so­ci nessuno sceglie dove seder­si a tavola. «Ci si accomoda in ordine di arrivo. Mano a ma­no che gli ospiti sopraggiun­gono, i camerieri aggiungono un tavolino, così capita che il più giovane sieda accanto al più anziano, l’ultimo arrivato vicino al grande imprendito­re.

È una forma di democrazia, un modo per scompaginare eventuali sottogruppi e an­che un’opportunità di forma­zione. Le gerarchie che valgo­no fuori cessano di esistere dentro al circolo», osserva Ma­ria Canella. Tra parentesi, pare che si mangi benissimo. «I soci por­tano le loro ricette di famiglia e i cuochi le conservano», rac­conta Maifreda. «Forse è rima­sto l’unico vero ristorante mi­lanese della città».

Il libro è stato pubblicato nel 2008; vogliamo credere che ad oggi niente sia cambiato? Lascio a voi la riflessione…

Tags :
Previous post link
Next post link

About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.
Scroll To Top