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Ricordando il Maha Kumbh Mela 2013

Ricordando il Maha Kumbh Mela 2013

Kumbha Mela significa “festa della brocca”. Secondo il mito, dal frullamento dell’oceano di latte che vide collaborare dei e demoni nel tentativo di far riemergere diversi oggetti che erano andati persi nelle sue profondità, sorse Dhanvantari, il medico divino, recante in mano una brocca contenente l’amrita (ambrosia), il nettare dell’immortalità. Dei e demoni cominciarono a combattere per appropriarsene e nella mischia quattro gocce caddero in diversi punti dell’India: Prayag, Haridwar, Nasik e Ujjain.

Prayag (“luogo del sacrificio”) è il nome hindu del luogo di confluenza fra il Gange, la Yamuna e la favolosa fiumana Sarasvati che si ritiene giunga qui attraverso un percorso sotterraneo; si trova presso la città di Allahabad, dal nome invece islamico. Qui, ogni dodici anni, il Kumbha Mela è celebrato nel modo più solenne.

Secondo alcune stime, in 55 giorni avrebbero partecipato all’evento oltre 100 milioni di persone!

Vi propongo di seguito un documentario che si concentra sulla fondamentale partecipazione all’evento di ordini ascetici militanti meglio conosciuti come akharasi quali si considerano i discendenti di un antico lignaggio di difensori e promotori del Sanatana Dharma, ovvero della legge sacra induista. Esistono sette ordini akhara maggiori fondati dal filosofo Shankacharya nell’ XVIII secolo d.c. : Juna, Niranjani, Mahanirvani, Atal, Avahan, Agni and Ananda Akhara, ognuno dei quali è organizzato al suo interno in modo gerarchico. La carica maggiore è ricoperta dallo Sri Pancha che viene eletto ogni tre anni in occasione dei vari Kumbha Mela che si ripetono in maniera ciclica ogni 12 anni nelle località menzionate. Shankacharya ebbe una profonda influenza nello sviluppo e nella crescita dell’induismo: egli difese la grandezza e l’importanza delle sacre scritture, ossia i Veda (in particolar modo delle Upanisad),  ridando nuova linfa all’Induismo nel momento in cui Buddhismo e Jainismo stavano raggiungendo la popolarità. In seguito alle successive vicende storiche che hanno visto uomini di fede hindu e mussulmana combattere battaglie politiche e religiose, dietro alla volontà di mantenimento e di ritorno alle tradizioni, oggigiorno si cela molto probabilmente un sentimento nazionalista anti-islamico. I diversi ordini possono rifarsi a molteplici sistemi devozionali tra cui non mancano ovviamente quelli shaiva (devoti di Shiva) e vaishnava (devoti di Vishnu) che competono per numero di seguaci e prestigio. Alcuni di questi sono più liberali di altri e arrivano ad includere donne, disabili, stranieri e in generale persone di ogni classe sociale. Tra di loro si aggirano numerosi naga, cosparsi di cenere dalla testa ai piedi e saranno proprio questi a precedere il resto dei pellegrini nei bagni rituali.

Mi dispiace che il documentario sia solo in inglese ma, qualora non lo capiate, potrete sempre godervi le curiose immagini!

 

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About Sonia Sgarella

Viaggiatrice. Determinata a far conoscere il mondo agli altri con passione ed entusiasmo, dedicando impegno, ricerca e studio ai luoghi che più ama.

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